Il Tirreno

Sicurezza sul lavoro

Caso Report, Fabrizio Santucci (Confindustria) “smentisce” Franchi: «Il cavatore è un lavoro pericoloso»


	A destra Fabrizio Santucci, referente lapideo di Confindustria
A destra Fabrizio Santucci, referente lapideo di Confindustria

Carrara, in tv in onda la rabbia dei parenti delle vittime degli infortuni. La vedova di Marco Pisanelli: «Ho perso il marito con una bimba di dieci anni e i gemelli che ne avevano tre»

29 aprile 2024
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CARRARA. Di nuovo Carrara sotto i riflettori di Report, in apertura della seconda puntata. “Siamo tutti deficienti” il titolo scelto per il servizio dell’inviato Bernardo Iovene. L’omaggio, quasi d’obbligo, è alle parole che ormai hanno fatto epoca dell’imprenditore Alberto Franchi. Parole da cui Confindustria lapideo, Fabrizio Santucci, prende le distanze.

Si riparte, dalla scena madre della puntata di domenica 21 aprile. Con Renzo Gemignani, che ricorda che dal '50 al 1999 ci sono stati 171 morti tra i cavatori apuani. Di nuovo le parole di Nicola Del Vecchio, segretario generale della Cgil, e poi Alberto Franchi, «Qua se si fanno male è perché sono deficienti», con la sottolineatura che gli operai lavorano poco e guadagnano molto, ed è un bel mestiere; il presidente di Confindustria Matteo Venturi scuote la testa e si allontana : «Dai, non far passare questo messaggio, Albi».

I numeri

Dopo la premessa, il presentatore Sigfrido Ranucci riassume che «dopo le dichiarazioni che ha raccolto il nostro Bernardo dell’imprenditore Franchi, si è scatenato l’inferno. Un vero pandemonio. Ora, la Provincia di Massa-Carrara è sensibile al tema degli incidenti sul lavoro perché quella che ne registra di più rispetto alla regione, 1.826 negli ultimi 20 anni. Dopo le dichiarazioni di Franchi, i sindacati, le istituzioni, gli operai, i familiari delle vittime sono scese in piazza e lì con loro era il nostro Bernardo Iovene».


Le testimonianze

Report è presente all’assemblea di martedì, propedeutica allo sciopero del mercoledì. Alcuni cavatori: «Mi sono sentito ferito, non tanto come lavoratore, ma come uomo, che un imprenditore che guadagna così tanto, grazie a noi deficienti, che ci facciamo il culo per lui, che non abbia rispetto». E un altro: «Non è un lavoro semplice, è un lavoro molto faticoso, usurante. Arriviamo alla fine che abbiamo la schiena rotta come ce l'ho io, con cinque ernie e tanto altro. Obbligano gli uomini, come il signor Franchi che ieri con un’acqua, con gli acquazzoni, ha fatto lavorare tutto il giorno i suoi operai». Davide Azzari, spiega che la sua busta è di 1500-1600 euro dopo 32 anni. L’esperto Gian Gaetano Bellavia, intanto, ribadisce che la moda non arriva a queste redditività.

Commenta Iovene: «Sono ricavi enormi, valori non comparabili con aziende manifatturiere italiane e quasi tutti utilizzano pochissimo personale. Eppure, su queste montagne tanti lavoratori ci hanno lasciato la vita». Ancora Davide Azzari: «Io ho perso un amico, un collega di lavoro e aveva 19 anni. Quindi di cosa viene a parlare? Di sicurezza?». Una signora sottolinea: «Ho avuto un lutto di 52 anni. Era mio fratello. Sono indignata veramente quello che ha fatto, quello che ha detto Franchi. Signor Franchi, la ringrazio tanto, però per questi deficienti lei ha fatto i soldi. Quando vediamo l'elicottero giallo salire in cielo, cosa proviamo noi familiari?».

Anche in Tv, come già in assemblea, parla una delle sorelle di Riccardo Troian: «Mio fratello non era nel piazzale, come dice il signor Franchi, a farsi una passeggiata, e lì ha finito di vivere. E io sono qui a testimoniare e a far parlare mio fratello per non essere dimenticato. Perché non deve essere dimenticato, le persone che hanno perso la vita per portare a casa un pezzo di pane».

E Caterina Meini, moglie di Marco Pisanelli: «Io ho perso il marito, il padre dei miei figli all'epoca avevo lei aveva 10 anni e i gemelli avevano 3 anni». Chiara, figlia di Marco: «Fa arrabbiare l'arroganza, la supponenza».

Lo sciopero

Ed eccoci allo sciopero. Gianni Lorenzetti, presidente della Provincia: «Sul vostro servizio sono emerse una serie di problematiche, non solo quelle del rapporto con i lavoratori, ma anche quelle del rapporto con la natura, con l'ambiente, è la goccia che ha fatto traboccare il vaso». Andrea Figaia, Cisl: «Quella di oggi è una fiammata. 2000 persone. Perché quando un imprenditore che ha un margine superiore al 40% e dice che chi muore è pure un deficiente, qualcosa non torna. Ripartiamo da 'sta fiammata». Parlano Alessandra Nardini, assessore al lavoro della Regione: «Credo che sia impossibile parlare appunto della colpa dei lavoratori quando accadono incidenti sul lavoro e soprattutto sia davvero inaccettabile, vergognoso, inascoltabile definirli deficienti». E Monia Monni, assessora regionale all’ambiente: «Vorremmo fare con il distretto del Marmo quello che stiamo trovando a fare con tutti i distretti, cioè metterli dentro un percorso di conversione ecologica». Don Leonardo Biancalani vicario foraneo: «Speriamo che tutto questo, tra virgolette, terremoto porti a un dialogo, a un confronto, dove anche il nostro vescovo è ben contento di partecipare».

Confindustria

Fabrizio Santucci, capogruppo sezione lapideo Confindustria Massa-Carrara, premette: «Grazie all'inchiesta, intervista fatta al signor Alberto Franchi, c'è stata una di sommossa popolare su delle parole di cui Alberto Franchi prenderà le sue posizioni e non spetta a me oggi parlare per lui». Osserva Iovene: «In ogni cava ci sono stati dei morti, quindi insomma, è chiaro che si va a muovere una sensibilità, no?». Ammette Santucci: «Sì, purtroppo sì, e devo dire che i morti sono morti dappertutto, sia nell'edilizia sia per la strada, sia nelle cave. Però ecco, ahimè anche questo è un settore pericoloso e bisogna stare molto attenti quando si lavora». Iovene insiste: «Non è proprio un lavor semplice fare il cavatore, come l'ha minimizzato lui, era un lavoro bello». Conclude Santucci: «No, ogni lavoro è un lavoro difficile nel proprio settore».

Commenta ancora Iovene: «Insomma, da Confindustria c'è imbarazzo. E per quanto riguarda le dichiarazioni dell'imprenditore Franchi, dicono che è stato frainteso».

Ribadisce Del Vecchio: «Qua nessuno ha frainteso». Chiosa Ranucci: «L’imprenditore Franchi con una nota ha chiesto scusa, “parole inappropriate”. Bene le scuse, però adesso pensiamo ai vivi: pensiamo a rendere più sicuri i posti di lavoro, pensiamo ad aumentare i controlli, pensiamo anche a contenere l’inquinamento causato dall’attività delle estrazioni delle cave e poi pensiamo anche a incassare quelle tasse sulle concessioni per investirle in welfare».
 

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