Massa, Nas all’ospedale Apuane: «Controlli di routine»
I militari nel reparto di medicina. Sopralluoghi slegati dalle segnalazioni
MASSA. L’ufficio stampa dell’Asl nega controlli, che però, ci sono stati. I militari, infatti, non sono passati inosservati ai pazienti e nemmeno ai dipendenti che si sono chiesti cosa ci facessero lì. Stiamo parlando dei Nas, che martedì mattina erano all’ospedale Apuane, nel reparto di medicina generale. Niente di allarmante. Si tratta di un controllo di routine, fanno sapere i militari, che nulla quindi avrebbe a che fare con le segnalazioni di presunta malasanità arrivate negli ultimi giorni.
Entrambe sono legate a casi di decessi ed entrambe lamentano poca empatia da parte del personale del reparto. Per il resto si tratta di casi completamente diversi.
Nel primo, che risale a qualche giorno fa, la figlia di una paziente morta al Noa aveva scritto una lettera al direttore dell’ospedale per avere chiarimenti sulla morte della madre. E lui, Giuliano Biselli, le ha risposto con una lunga lettera (che Il Tirreno non è riuscito a pubblicare integralmente). «Gli ospedali non sono i luoghi “sicuri” che, forse, lei ha idealizzato- le aveva scritto -. Sono i luoghi dedicati alla diagnosi ed alla cura delle malattie croniche ed acute, spesso sostenute od aggravate dalla presenza di microorganismi che possono trasferirsi da una persona ad un’altra. Negli ospedali sono, di norma, ricoverate persone che presentano condizioni di salute alterate, tali da modificare negativamente anche la capacità di reagire alla presenza di eventuali microorganismi già ospitati nel “microbiota” o di nuova assunzione, spesso odiernamente caratterizzati da uno stato di resistenza ai farmaci antibiotici. Quello della resistenza agli antibiotici è un argomento oggi ampiamente conosciuto».
Poi c’è il caso di ieri (27 aprile). Sempre una figlia che ha fatto un esposto in procura per segnalare «scarsa igiene» e, appunto, comportamenti «poco empatici» da parte del personale.
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