Il Tirreno

Lavoro e proteste

Agrolab, scioperi a sorpresa: vertenza ad alta tensione

Agrolab, scioperi a sorpresa: vertenza ad alta tensione

Carrara, la decisione dell’assemblea, non si escludono azioni eclatanti

25 febbraio 2023
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CARRARA. Scioperi a sorpresa, già da lunedì: questa la decisione dell’assemblea dei lavoratori dell’Agrolab, convocata d’urgenza dopo l’esito, per molti versi sconcertante, del tavolo in Regione a cui giovedì l’azienda prima non si è presentata poi ha fatto partecipare da remoto la referente del personale che fra l’altro ha parlato di licenziamenti. Clima acceso, altissima tensione ieri pomeriggio all’assemblea, alla quale hanno parlato sia il segretario provinciale della Cgil Nicola Del Vecchio che il segretario della categoria Sebastiano Salaro. Spiega Del Vecchio: «Noi continuiamo a chiedere con forza un incontro all’azienda perché è fondamentale sapere dalla viva voce dell’amministratrice delegata (Anna Pagliani, ndr) che cosa intendano davvero fare, le ipotesi emerse finora sono irricevibili, e di sicuro non accettiamo la chiusura della produzione del sito». E aggiunge: «Il fatto che la società non si sia presentata giovedì in Regione non è frutto di malinteso secondo noi, ma un disegno ben preciso per prendere tempo rispetto alle comunicazioni di quanto temiamo abbiano già deciso, oltretutto con motivazioni davvero deboli». Spiega Del Vecchio: «Agrolab acquisì tre anni fa un ramo d’azienda di Ambiente, l’appetibilità erano i contratti con Eni sulle campionature industriali, ora ci dicono di essere costretti a chiudere le produzioni qui perché Eni chiederebbe tempi più stretti per le risposte sui siti in Sicilia e in Basilicata; in realtà riteniamo sia pretestuosa questa spiegazione, chiediamo di farci avere il contratto in essere con Eni, perché a noi non risulta assolutamente questa richiesta da parte di Eni, che anzi come partner potrebbe dare sviluppi; non è possibile che appena dopo tre anni che è stata acquisita l’azienda si vada a una rimodulazione che è il preludio alla chiusura del sito di Carrara: senza la produzione dislocata in altri territori, è purtroppo da mettere in conto che si perde la centralità del territorio e si vada a soluzioni drastiche. Noi comunque intendiamo mettere in campo tutte le iniziative possibili, ringrazio la Regione per l’interessamento, la sindaca per la vicinanza e chiediamo che l’azienda si sieda a un tavolo con figure qualificate, come appunto l’amministratrice delegata per comunicare le effettive decisioni, premesso che è inaccettabile la chiusura della produzione». Chiudere la produzione significa, lo ricordiamo perdere 40 dei 70 lavoratori; ma anche per gli altri trenta, questo è il forte timore emerso in assemblea, le prospettive non sarebbero rosee: con la sede centrale a Vicenza quanto potrebbe resistere la sede distaccata carrarese?

E così come spiega Sebastiano Salaro, l’assemblea ha deliberato ha deciso che da lunedì potrebbero esserci scioperi a sorpresa; nel pomeriggio, i lavoratori andranno in prefettura insieme al presidio di Casa Ascoli. «Le vertenze del territorio cercheremo di metterle insieme», aggiunge Salaro, sottolineando che tutta Agrolab, non solo il reparto produzione, è compatta.

«Il clima è caldo, se hanno deciso di intraprendere questo filone dello sciopero a sorpresa, vuol dire che il clima è surriscaldato, non si escludono azioni di forte visibilità. Qui ci sono lavoratori e lavoratrici che hanno famiglia, con figli, c’è chi ha un solo stipendio. Ora vediamo cosa succederà con gli scioperi a sorpresa, per ogni turno di lavoro, o mattino o pomeriggio, o tutto il giorno, lo si stabilirà di volta in volta d’intesa tra lavoratori e sindacato».

Giovedì a Firenze, lo ricordiamo, al tavolo tecnico richiesto dalla sindaca Serena Arrighi e convocato dall'assessora regionale Alessandra Nardini, per l'azienda si era collegata in videoconferenza, e solo in seconda battuta, la responsabile del personale Irina Bogazzi, parlando di licenziamenti. E anche rispetto ai ventilati trasferimenti in Sicilia e in Basilicata (di fatto, licenziamenti mascherati, secondo il sindacato), non sono stati forniti dati e particolari.

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