Il Tirreno

In tribunale

Staccò una falange della mano con un morso al body builder: condannato

Staccò una falange della mano con un morso al body builder: condannato

Una pena di 4 anni e 8 mesi dopo l’aggressione al padre della vittima

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MASSA. Il 18 novembre 2021 è il finimondo in tribunale, a pochi metri dall’aula in cui si celebra un’udienza preliminare. E ieri, per quei fatti, arriva, a carico di Cristiano Musetti, una condanna a 4 anni e 8 mesi. Quel 18 novembre la giudice Marta Baldasseroni è chiamata a decidere sul rinvio a giudizio di Musetti, conosciuto come il Dingo, accusato di stalking ai danni del body builder Andrea Bertelloni. In attesa della decisione della giudice, c’è anche la ex di Bertelloni la cui posizione sarà però archiviata per estraneità ai fatti.

A pochi metri dall’aula, in attesa dell’apertura dell’udienza, è, dicevamo, il finimondo: Cristiano Musetti – ricostruirà l’accusa – aggredisce il padre di Bertelloni, tanto da farlo cadere a terra. A quel punto il figlio interviene: suo padre è minuto – riferirà – e lui teme che Musetti, robusto e forte, possa soffocarlo con il suo peso. È proprio mentre Andrea Bertelloni difende il padre che Musetti gli morde un anulare, con tale forza da strappargli una falange. Reagisce anche a Giuseppe Deni, la guardia giurata in servizio in tribunale che prontamente interviene per riportare la situazione alla normalità.

Per i fatti di quel 18 novembre Cristiano Musetti finisce a processo ed è condannato – la sentenza è stata pronunciata ieri mattina – a 4 anni e 8 mesi a cui si aggiungono 5 anni di interdizione dai pubblici uffici.

Per quanto accaduto di fronte all’aula, Musetti è accusato di lesioni ai danni di Andrea Bertelloni e di suo padre Livio, rappresentati in aula dall’avvocato Giulio Musto e ai danni della guardia giurata che, rappresentata dall’avvocato Valter Mattarocci, si è costituita parte civile. La guardia, infatti, intervenuta, ha subito conseguenze importanti ad una spalla tanto da essere costretto ad oltre 40 giorni di riposo e fisioterapia. Bertelloni, dopo le gravi ferite all’anulare, ha invece subito diverse operazioni.

Se dalle ricostruzioni dei testimoni dell’accusa in aula è emersa l’aggressione da parte di Cristiano Musetti a danni di Bertelloni, padre e figlio e di Deni, Corrado Ceccarelli, avvocato della difesa, ha puntato a dimostrare che il comportamento di Musetti seguiva ad una provocazione. Il legale – dal dibattimento e dall’arringa è emerso chiaramente – puntava a dimostrare che Musetti quel 18 novembre ha reagito ad una precedente aggressione o comunque provocazione da parte proprio dal padre di Bertelloni:« Non è verosimile infatti – ha ripetuto più volte in aula Corrado Ceccarelli – che Cristiano Musetti sia andato a cercare il padre di Andrea, senza neanche conoscerlo e senza sapere chi fosse».

E sul morso alla falange, ieri in arringa l’avvocato spiega che, pur non essendoci la volontà da parte di Andrea Bertelloni di aggredire Musetti, quando il body builder è intervenuto a difesa di suo padre, il Dingo si è ritrovato le mani dell’uomo in faccia, quindi in bocca e, per una reazione quasi istintiva, ha morso».

Argomentazioni, quelle delle difesa, che la giudice monocratica Valentina Prudente non ha accolto. Il pubblico ministero Marco Rappelli ha chiesto per Cristiano Musetti una condanna a 7 anni, 1 mese e 10 giorni e la giudice ha condannato l’imputato a 4 anni e 8 mesi e all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. Condannato anche alle spese di giudizio e di costituzione di parte civile(Deni) oltre al risarcimento il cui importo verrà definito dal giudice civile.

Si chiude quindi con una condanna in primo grado uno dei due procedimenti che vede imputato Cristiano Musetti. Un secondo procedimento, quello per stalking di cui si celebrava l’udienza preliminare quel fatidico 18 novembre, è ancora in corso di fronte alla giudice Antonella Basilone.


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