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“Ammazzo te e la tua famiglia”, rissa al Vintage cafè del Cinquale: in sette a processo

Un'aula di tribunale (FOTO D'ARCHIVIO)

Si è aperta la prima udienza davanti alla giudice Prudente. I fatti nell’ambito della guerra tra bande degli scorsi anni


23 aprile 2022 Manuela D’Angelo


MASSA. Tornano in aula alcuni dei protagonisti degli scontri tra bande che interessarono la provincia apuana dal 2013 in poi.

Nella mattina di venerdì 22 aprile si è svolta, davanti alla giudice Valentina Prudente, la prima udienza che vede al banco degli imputati sette giovani, accusati a vario titolo di rissa, lesioni e minacce, per fatti accaduti nel 2018, davanti al Vintage cafè di Cinquale, a Montignoso. Fatti da non confondere con quelli avvenuti parecchi anni prima, sempre davanti al noto locale di Montignoso, che fu devastato dalla furia dei componenti delle bande cittadine e che portò a numerosi arresti e denunce. In questo caso, sullo sfondo c’era una semplice festa di compleanno tra amici, ma la presenza degli “altri” in quello che veniva considerato un piccolo “territorio” ha scatenato la bagarre. Sono volate sedie e ombrelloni; è spuntato, secondo l’accusa, un coltello; con un manico di bottiglia un ragazzo è stato ferito ad un occhio; tutti i partecipanti alla rissa si ritrovarono malconci al pronto soccorso dell’ospedale Versilia dove, invece di aspettare di essere curati, alle sei di mattina hanno continuato a darsele di santa ragione.

E proprio davanti all’ospedale uno dei giovani avrebbe minacciato un altro e la sua famiglia di morte: “Ti ammazzo. Te e la tua famiglia” si legge nel fascicolo del pm che ha aperto il dibattimento chiamando a testimoniare l’ex titolare del locale e una sua dipendente e il titolare di un bar tabaccheria poco distante dal Vintage.

Dalle testimonianze è emerso però che questi commercianti hanno soltanto potuto vedere gli effetti della rissa perché si erano tutti barricati dentro ai loro locali per paura di farsi del male, in attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine, che saranno sentite durante le prossime udienze. Per i gravi fatti i giovani furono denunciati e oggi sono chiamati a difendersi davanti ad un Tribunale. Scorrendo i nomi degli imputati, la memoria torna alla “guerra fra bande” di periferia, “quelli” dei Poggi contro “quelli” di Castagnara, contro i montignosini; gli incontri quasi mai casuali nei luoghi che sono sempre gli stessi, perché frequentati, sempre e comunque, da questi giovani, che li considerano una seconda casa; le risse per futili motivi, le armi bianche, l’odio nei confronti di coetanei, considerati nemici. Con queste premesse si è aperto il processo sulle ultime vicende al Vintage Caffè.


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