Il Tirreno

LA STORIA

I “ragazzi” del bar Centrale ricavano tre panchine dal cedro che sarà abbattuto

Gianluca Uberti
Ancora volti dalla memoria sotto il cedro
Ancora volti dalla memoria sotto il cedro

La compagnia degli anni Settanta-Novanta dedicherà anche una targa agli amici che non ci sono più, che nel ricordo restano per sempre giovani 

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AULLA. Alzi la mano chi non si è mai seduto sulle panchine sotto il pino di fronte a quello che si chiamava Bar Centrale. Sicuramente ci si sono seduti loro, “i ragazzi del pino”, come si sono ribattezzati. Che poi un pino non è, ma un cedro del Libano cresciuto a dismisura, che sta arrecando non pochi grattacapi a chi vi abita nella zona. Per questo verrà abbattuto, probabilmente mercoledì prossimo. Il tutto dopo diverse segnalazioni che il Comune di Aulla ha deciso di accogliere, predisponendo una perizia agronomica su tutto il verde cittadino dalla quale sarebbe emerso lo stato di scarsa salute e di pericolosità del cedro. Il cui progetto di abbattimento è a cura dell’Unione di Comuni Montana della Lunigiana.

Ma quel luogo porta troppi ricordi con sé, soprattutto la memoria di persone alle quali volevamo bene e che non ci sono più. Amici. Che “i ragazzi del pino” non vogliono dimenticare. Quindi si sono messi le mani nelle tasche, per far sì di non perdere la loro memoria. Sono già una cinquantina e stanno raccogliendo 20 euro a testa per finanziare la realizzazione di una targa, sulla quale verranno scritti i nomi degli amici scomparsi, e di tre panchine costruite proprio con il legno del cedro che sarà abbattuto. Le panchine, una volta pronte, saranno poi posizionate intorno al leccio che sarà piantato al posto del cedro. E sopra le panchine saranno incisi i loro nomi, i nomi degli ex ragazzi che stanno portando avanti questa bellissima iniziativa. Ex ragazzi che hanno frequentato il Bar Centrale negli anni ’70, ’80 e ’90, seduti tante volte sulle panchine all’ombra del grande cedro. Chiacchiere, le prime sigarette per sentirsi grandi, discorsi seri, risate tante. Poi, via con il motorino e con il primo che aveva preso la tanto desiderata patente. Uno stare insieme fatto di rapporti faccia a faccia, che rinsaldava amicizie e lo spirito di gruppo, oggi travolto dai social come luogo di aggregazione. Ma non c’è partita coi bar di una volta, dove bastava uno sguardo per intendersi. Non tutta la tecnologia contemporanea viene per nuocere, però. È proprio da un gruppo whatsapp, infatti, che si sono ritrovati iscritti gli ex ragazzi che hanno lanciato questa idea di incidere nel legno i propri nomi e su una targa quelli degli amici scomparsi.

Dal gruppo whatsapp al Caffè degli Astri di via Resistenza, in compenso il passo è stato breve. È lì che oggi si ritrovano spesso. In un bar. E dove altrimenti? Ed è al bar, luogo in cui spesso si fantasticava di grandi ideali e di progetti per il futuro, che non hanno mai smesso di andare “i ragazzi del pino”, i quali stanno per realizzare il loro sogno. Quello di tornare a sedersi su quelle panchine che li hanno visti crescere, diventare uomini e mettere su famiglia. Lì dove troverà posto anche un cippo e una targa che saranno inaugurati per il mese di maggio (per le panchina bisognerà aspettare che il legno sia essiccato). Con uno sguardo nostalgico rivolto al passato. Ma anche spensierato. Perché quando si è giovani non si può che essere spensierati.

E gli amici del bar, in fondo, rimangono giovani per sempre.

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