Il Tirreno

l’evento 

Scolpire con naturalezza ecco Beatrice Taponecco

Francesca Vatteroni
Scolpire con naturalezza ecco Beatrice Taponecco

Finissage per la personale che si è svolta alla Galleria Duomo, tanto pubblico e apprezzamenti eccellenti per l’artista, ancora allieva dell’Accademia

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CARRARA. È stato un finissage con il parterre ricco di personalità carraresi appartenenti sia al mondo dell’arte che al mondo delle imprese del lapideo, quello svoltosi venerdì sera, alla Galleria Duomo di via Finelli, per festeggiare la chiusura della mostra “Chiari del bosco” di Beatrice Taponecco. Parterre che vantava in prima fila, il neo presidente della Fondazione della Cassa di Risparmio di Carrara Enrico Isoppi, l’onorevole Martina Nardi e diversi giovani imprenditori come Paolo Mazzi della Furrer spa, la società che ha voluto fortemente sponsorizzare la mostra (patrocinata dal Comune di Carrara e dal Club Unesco Carrara dei Marmi) fornendo il materiale per la creazione di alcune opere. Un riconoscimento pienamente meritato dalla giovane promessa e talentuosa studentessa dell’Accademia di Belle Arti, che con questa esposizione dedicata al bosco e curata nei minimi particolari, ha incantato i numerosi visitatori durante i due mesi di apertura. «È stato un successo inaspettato e meraviglioso, sono sbalordita e contenta» ha commentato Beatrice Taponecco che, dopo la laurea in Arti visive, sta frequentando il biennio di specializzazione in scultura.

Parole cariche di stima e di apprezzamento sono arrivate anche dai suoi insegnanti, a partire da Pier Giorgio Balocchi il quale ha rivelato un retroscena molto interessante sulla giovane artista: «La cosa più entusiasmante è che Beatrice ha imparato a scolpire il marmo con grandissima velocità e questo dimostra ancora una volta che la scultura è un‘arte da donna» e non è da meno l’entusiasmo della nuova insegnante di scultura, appena arrivata all’Accademia, Kim Hwal Ky Ung: «La scultura di oggi nell’arte contemporanea deve dialogare con lo spazio e Beatrice ci è riuscita molto bene» chiosa.

Un successo confermato anche dal Direttore dell’Accademia Luciano Massari: «La mostra è andata molto bene, è stata seguita per tutto il periodo e si sta respirando un bel clima di allegria fra il pubblico. È un buon viatico per Beatrice e all’Accademia non può che fare piacere».

La mostra, è piaciuta molto anche a Paolo Mazzi il quale ha sintetizzato in 3 punti i motivi che lo hanno convinto a sostenere “Chiari bel bosco: «Il fatto che Beatrice sia una giovane artista locale, che sia una scultrice e quindi che fa del toccare la materia, una forma d’arte, in un periodo invece in cui spesso si vedono forme d’arte lontane dal contatto con la materia e perché poi in questo modo aiutiamo a creare un punto di attenzione in città». Presente anche la consigliere comunale Barbara Bertocchi, presidente della commissione pari opportunità che si è detta particolarmente colpita dalla leggerezza e dalla femminilità che traspare dalle opere della giovane artista: «È una donna ed è una giovane artista ma si vede che ha già sviluppato una sua personalità» ha osservato la consigliere.

Ed è la stessa artista a rivelarci che le opere in marmo, sono nate dalle sue mani per arrivare al marmo senza passare prima da nessun schizzo: le foglie scolpite nello statuario hanno preso dunque vita dalla mente della giovane, che ama definire la foglia come l’elemento più poetico del bosco, tant’è che il pavimento della galleria è stato invaso di vere foglie secche come si potrebbe trovare in un sentiero, senza alcun disegno a precedere il lavoro sul marmo: «A volte ho lavorato senza nemmeno il disegno sul marmo»ha aggiunto. —

Francesca Vatteroni

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