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Cremazioni, slitta decisione su risarcimenti

Cremazioni, slitta decisione su risarcimenti

I familiari dei defunti coinvolti nell’affaire Mirteto rischiano di non incassare le somme stabilite dal tribunale

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MASSA. È stata rinviata a gennaio l’udienza che i parenti dei defunti, cremati in maniera truffaldina nel forno del Mirteto, stanno aspettando da mesi con il timore di dover dire addio ai risarcimenti stabiliti nei tre gradi di giudizio del processo che ha visto condannare il titolare di Euroservizi, Renato Alibani, e i suoi dipendenti. Complessivamente duecentomila euro. più le spese processuali. Il giudice Ermellini ha rinviato l’udienza al 16 gennaio per prendere visione della vicenda e praticamente chiuderla in quell’unica seduta.

Un caso ingarbugliato perché nonostante i soldi fossero stati sequestrati dalla procura di Massa nel 2008, dopo le condanne definitive (2016) è arrivato il dissequestro di circa trecentomila euro (più un immobile da far valutare). Su richiesta del curatore fallimentare che si sta occupando di Euroservizi, società che nel frattempo si è dissolta lasciando debiti su debiti. Una richiesta legittima che ha lo scopo di risarcire tutti i creditori. Peccato però che le famiglie che si riconoscono nella associazione di Tutela dei defunti, rappresentata dall’avvocato Emiliano Pianini, siano rimaste all’oscuro di tutto. A causa di una notifica che doveva arrivare a tutte le parti civili. Così quei soldi, ora in mano alla curatela, potrebbero andare a chiunque. E non ai familiari riconosciuti vittime del raggiro di Alibani e compagnia.

L’avvocato Pianini non ci sta. Una sua richiesta di revoca del dissequestro è stata rigettata (formalmente il curatore ha seguito la legge), ma ora il legale ha presentato un secondo ricorso per ottenere il privilegio delle parti civili in fase di risarcimento. Ovvero se il giudice gli darà ragione la curatela dovrà dare prima i soldi stabiliti dalla cassazione ai parenti dei defunti e dopo, se resterà qualcosa, soddisferà gli altri.

Non sarà semplice, ma se Pianini dovesse perdere la guerra per chi non sa nemmeno dove poter piangere il caro estinto si tratterebbe di una vera e propria beffa. Già la sentenza della cassazione (che in questo senso ha ricalcato quella di primo grado e corte di appello) aveva lasciato l’amaro in bocca perché i giudici non hanno mai riconosciuto la responsabilità diretta del Comune di Massa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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