Identificata la rapinatrice seriale
Condotta in caserma dai carabinieri: individuata grazie alla targa dell’auto, abita nella prima periferia cittadina
CARRARA. Sarebbe stata individuata la “mamma rapinatrice” di circa 45 anni che mercoledì mattina ha tentato di mettere a segno un colpo presso un benzinaio di Marina di Carrara e poi ha rapinato un’edicola-tabacchi di Melara. La donna, a quanto emerge, sarebbe stata fermata poco dopo il secondo blitz, nella sua casa di residenza alla prima periferia di Carrara, con ancora in tasca il “bottino”. A riconoscerla almeno una delle due vittime. E’ stata condotta presso la Caserma dei Carabinieri di via Eugenio Chiesa già nel primo pomeriggio di mercoledì: dopo il fermo, non è escluso che il magistrato le conceda i domiciliari o l’obbligo di firma in attesa di ulteriori indagini.
Era entrata in azione all’ora di pranzo, minacciando le sue vittime prima con una pistola giocattolo poi con un coltello. I militari si sarebbero presentati sotto la sua abitazione, alla prima periferia di Carrara, con quattro volanti: determinante per il suo ritrovamento, il numero di targa fornito dalla dipendente dell’edicola di via Provinciale, che subito dopo la rapina ha avuto la freddezza di uscire e annotare i dettagli dell’auto su cui si è allontanata la donna. Il mezzo sarebbe stato di proprietà del fratello della rapinatrice, che avrebbe indicato ai Carabinieri il luogo di residenza della sorella. I militari sarebbero arrivati sul posto poco dopo il secondo colpo e avrebbero trovato nelle tasche della donna il “bottino” del blitz all’edicola, pari a circa 190 euro. Condotta nella caserma di via Eugenio Chiesa, la donna sarebbe stata riconosciuta da almeno una delle due vittime. Mercoledì intorno a mezzogiorno la rapinatrice si era presentata al distributore Esso di viale da Verrazzano, minacciando con una pistola finta il titolare, Lino Palagi e chiedendogli di consegnarle l’incasso. L’uomo aveva reagito riuscendo a metterla in fuga. L’arma giocattolo era rimasta sul piazzale del benzinaio. Dopo poco più di mezz’ora la donna aveva tentato un secondo colpo, all’edicola di via Provinciale a Melara, questa volta riuscito: sotto la minaccia di un coltello a serramanico si era fatta consegnare 190 da Valentina Pisani, dipendente della rivendita. Proprio in questa occasione la rapinatrice aveva raccontato alla sua vittima di agire per necessità, per racimolare i soldi, circa 5 mila euro, necessari a curare il figlio malato di leucemia. Una circostanza questa ancora tutta da verificare: sulla vicenda sono in corso le indagini della magistratura. (c.ch.)
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