Morte di Giacomo Bongiorni, in due ora rischiano l’ergastolo. Convalidato il fermo del 17enne
L’ipotesi di reato è per tutti di omicidio volontario, più c’è la rissa aggravata, contrarie le difese
MASSA. Eccetto i minorenni - per cui non è prevista la pena perpetua -, i ragazzi coinvolti nella rissa in piazza Palma a Massa che ha portato alla morte di Giacomo Bongiorni rischiano l’ergastolo.
L’ipotesi di reato è per tutti – almeno per il momento – di omicidio volontario, più c’è la rissa aggravata. I legali dei maggiorenni in carcere e quelli dei minori puntano a far sparire almeno il concorso in omicidio. Più complicata invece la posizione del minore per cui è scattata la misura cautelare, difeso dall’avvocato Nicola Forcina, dal momento che l’ipotesi dell’accusa è che siano stati i suoi colpi a provocare la morte del 47enne. Ipotesi che dovrà essere suffragata dall’esito dell’autopsia. Le telecamere di videosorveglianza infatti riprendono il momento in cui gli sferra un pugno e lo butta a terra, per poi colpirlo di nuovo. E sappiamo anche che la causa del decesso del 47enne è un colpo alla testa che gli ha provocato un’emorragia cerebrale.
Quello che ancora non è chiaro – il medico legale ha trenta giorni di tempo per consegnare la relazione – è se l’emorragia sia stata provocata dai pugni, dai calci o dalla caduta a terra. Se fosse confermata la responsabilità del 17enne, la difesa punterà comunque a riqualificare il reato. La procura lo ha qualificato infatti, come detto, in omicidio volontario, che si determina quando l’agente, in questo caso il giovane, non vuole solo ferire ma è cosciente e vuole la morte della persona offesa. Non, quindi, in omicidio preteritenzionale che si qualifica quando si cagiona la morte con atti diretti a percuotere o ledere, senza volontà di uccidere. Non è noto cosa abbia portato la procura a questa qualificazione. Non è chiaro se, la determinazione del reato sia stata influenzata dal passato di pugile del 17enne. Sport che ha svolto per un lungo periodo, anche con numerosi successi, fino a tre anni fa. O se la procura abbia puntato a lasciarsi ampio spazio di manovra per poi ricalibrare l’accusa in un secondo momento. «Già il fatto che la procura abbia esteso a tutti i ragazzi il reato di omicidio volontario fa pensare che ci sia qualcosa di sbagliato – spiega l’avvocato Forcina -. Poi ha scelto il massimo. È un reato che prevede l’ergastolo per i maggiorenni, non per il minore perché non esiste la pena perpetua, ma è comunque il massimo che possa essergli attribuito. Crediamo che siano altri gli omicidi di questo tipo. Noi portiamo quindi da qui e non può che andare meglio. Ne sono convinto».
Intanto, la procura dei minori di Genova, ha confermato la convalida del fermo del 17enne, a seguito della quale è stata applicata la misura cautelare della custodia in carcere nei suoi confronti. Il legale del giovane ha fatto sapere che «c’è, esiste una ricostruzione alternativa» rispetto a quella del branco che avrebbe colpito per un rimprovero. Una ricostruzione che, come quella dei maggiorenni ascoltata ieri dal gip, ribalterà completamente, o quasi, la ricostruzione fatta dall’accusa. Quantomeno la fase della causa della rissa. Il 17enne ha già sostenuto nel primo interrogatorio, quello fatto domenica scorsa subito dopo i fatti coi carabinieri e i magistrati genovesi, di aver ricevuto per primo un colpo al naso da Bongiorni e di aver reagito.
La rissa quindi, secondo la sua versione, non sarebbe stata causata dai giovani ma dal 47enne. «Lui è molto provato – dice il difensore dopo averlo incontrato nella struttura per minori a Genova- la situazione è importante, non è una delle migliori, ma esiste una ricostruzione alternativa che la difesa potrà proporre» nel corso del procedimento.
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