In Toscana l’Agenzia delle Entrate arriva sotto l’ombrellone: dove e perché scattano i controlli in spiaggia
Accessi negli stabilimenti balneari della costa: cosa hanno chiesto e le reazioni dell’associazione di categoria
MASSA. Serpeggia ancora un po’ di malumore tra gli imprenditori balneari – da Marina di Massa a Ronchi a Cinquale – per i controlli fiscali che, nella punta massima dell’estate, sono giunti alle imprese del mare. Come è noto, in piena stagione estiva, la guardia di finanza – a livello nazionale – punta gli occhi su tutta la costa che disegna lo Stivale. E poi ci sono gli 007 del Fisco. Ebbene, contattata dal Tirreno, l’Agenzia delle Entrate risponde su come quelle verifiche siano avvenute, liberando, finalmente, il campo, da dubbi ed eventuali equivoci, e confermando che, sì, lo scandaglio sugli stabilimenti balneari massesi si è acceso.
La “denuncia”
Tutto nasce da alcune dichiarazioni di Adriano Rapaioli, responsabile della Confesercenti apuana – che tutela l’interesse d’impresa, in questo caso quella balneare – e che nel fine settimana scorso non ha fatto altro che raccogliere il disappunto degli operatori del settore. Per bocca di Rapaioli, gestori e titolari dei bagni hanno contestato non tanto i controlli di per sé – che sono «necessari, a tutela di tutti», concordano all’unanimità – quanto le modalità con cui sarebbero stati eseguiti. Esamina della documentazione a parte, agli imprenditori del mare non è andato giù il fatto che «venissero approcciati i clienti in spiaggia, sotto l’ombrellone, a cui sarebbe stato chiesto – aveva riportato Rapaioli – quanto sono costati sdraio e ombrellone per una settimana, per quindici giorni, per un mese», a secondo della permanenza del soggiorno, «con l’intento di verificare, è chiaro, se il quantum dichiarato dal cliente corrispondeva alla cifra indicata dall’imprenditore».
Qui il Fisco
Dall’Agenzia delle Entrate fanno sapere quanto segue: funzionari della direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Massa-Carrara hanno fatto accessi agli stabilimenti della costa del territorio di loro competenza, durante la terza e la quarta settimana di luglio, esclusivamente nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì, evitando dunque il fine settimana, nelle ore mattutine, dalle 10 fino al termine della mattinata. Si tratta di controlli di assoluta routine, spiegano ancora dall’Agenzia delle Entrate, che si sono svolti in maniera serena e in un clima di collaborazione con gli esercenti. In sostanza è stata controllata la documentazione di rito. Poi arriva un dettaglio chiarificatore ulteriore: In nessun caso – precisano dagli uffici nazionali del Fisco – sono stati disturbati i clienti degli stabilimenti balneari.
Controlli
Insomma, quei controlli erano di prassi, lo scandaglio è passato sugli incartamenti che di solito vengono verificati e non ci sarebbe alcun faro puntato in particolare sulla costa massese. Del resto, l’impresa balneare si mette in moto nella stagione estiva e dunque eventuali verifiche non possono che ricadere in questo periodo: un temporary shop che vende oggettistica per addobbare l’albero di Natale, per intenderci e per fare un esempio è presumibile che riceva eventuali visite fiscali a ridosso delle feste natalizie.
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