Il caso choc
Gestione di Casa Ascoli, la coop La Salute va in appello contro l’esclusione
Il Tar ha assegnato la gestione del global service alla Compass
MASSA. Nei giorni scorsi, il Tar, con una sua sentenza, ha accolto il ricorso della Compass Società cooperativa Sociale Onlus (avvocati Laura Buffoni e Andrea Cardone) presentato contro l’Azienda pubblica di servizi alla persona (Apsp) Casa G. Ascoli (avvocati Maria Giulia Roversi Monaco e Jacopo Gherardini) e nei confronti della cooperativa Sociale La Salute (avvocato Luca Righi); in sostanza, il Tar ha annullato l’affidamento con procedura negoziata della gestione global service presso le strutture assistenziali residenziali G. Ascoli e Pelù, gestione affidata alla coop La Salute.
I giudici hanno osservato che «è da ritenersi che la procedura di gara contemplasse ab origine la possibilità di articolare offerte in aumento, per effetto della formulazione della lettera di invito, che costituisce elemento essenziale della procedura negoziata in questione e che risulta emanata dalla stesso organo che ha emanato tutti gli atti delle due fasi della procedura in questione». Ricorso accolto, quindi «annullamento dell’atto di esclusione della ricorrente dalla procedura e del conseguenziale atto di aggiudicazione alla controinteressata e l’obbligo della Stazione appaltante (Casa Ascoli, ndr) di aggiudicare la procedura alla ricorrente (la Compass, ndr)». Casa Ascoli, presieduta da Giancarlo Casotti, ha dovuto anche pagare tremila euro alla Compass.
Sulla vicenda, interviene adesso la coop La Salute che, in una nota, «sente il dovere di confermare ai propri lavoratori delle Rsa Casa Ascoli e Pelù la fiducia che hanno posto nel nuovo modello organizzativo sviluppato in questo periodo e - fatte le dovute riflessioni e dopo un confronto con lo studio legale di fiducia – ha deciso di ricorrere in appello contro la sentenza del Tar che ribalta l’esito della valutazione della Commissione Giudicatrice per dare solidità ai positivi cambiamenti intrapresi».
«Quando a fine febbraio ci è stata comunicato che saremmo stati i nuovi aggiudicatari – commenta Enrico Simonetti, presidente della coop La Salute - non nego che mi sono preoccupato, sia per la situazione finanziaria di Casa Ascoli che per la difficile situazione che stavano attraversando gli operatori a causa della mancata retribuzione di alcune mensilità. Ci siamo presto convinti della bontà del progetto di risanamento ed abbiamo messo in campo le migliori risorse della cooperativa».
«Il primo approccio con operatori e sindacati è stato complicato – prosegue Simonetti -, siamo stati accolti con diffidenza e preoccupazione. Abbiamo lavorato con il nostro stile ed abbiamo preso impegni chiari: nessun operatore avrebbe perso niente ed anzi avremmo garantito situazioni migliorative. Dopo poco più di un mese e il primo stipendio regolarmente pagato tutti possono verificare che alle parole abbiamo fatto seguire i fatti: abbiamo mantenuto i riconoscimento economico agli infermieri dell’indennità di 5 notti nonostante non fosse più prevista la loro presenza nel turno medesimo, abbiamo rimesso in ordine contratti di operatori che da sempre hanno fatto lo stesso lavoro ma con retribuzioni, orari ed organizzazioni parcellizzate, abbiamo riorganizzato le funzioni di supporto alle attività assistenziali».
E si aggiunge: «L’impegno della Coop La Salute a ripristinare normali condizioni di lavoro e partecipare attivamente in questo modo al piano di risanamento avviato dalla Asp Casa Ascoli ha, inoltre, trovato un primo importante riconoscimento nel recente incontro svolto con le sigle sindacali più rappresentative e i rispettivi delegati, che ha confermato della validità del lavoro svolto. La Coop La Salute per questo non intende tradire la fiducia e l’impegno che i lavoratori le hanno dato e per questo il Consiglio d’Amministrazione ha deciso di non poter accettare una sentenza che – probabilmente frettolosa - sovverta le decisione della stazione appaltante e vanifichi gli sforzi fin qui fatti per dare una nuova luce alle due strutture di Massa. Per questo ha deciso di ricorrere in appello contro la sentenza del Tar che ribalta l’esito della valutazione della Commissione Giudicatrice per dare solidità ai positivi cambiamenti intrapresi».
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