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Lucca

Chi sono i potenziali acquirenti

Lucchese, dall’Australia in arrivo a grandi balzi verso l’eldorado rossonero


	Da sinistra&nbsp; <strong>Morris Pagniello</strong> e <strong>Justin Davis</strong>
Da sinistra  Morris Pagniello e Justin Davis

Offerta di acquisto annunciata da Racing City Group Global rappresentato da Justin Davis e Morris Pagniello

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LUCCA. Nel caravanserraglio rossonero ecco un altro gruppo, logicamente estero, che si avvicina alla Lucchese: il Racing City Group Global, gruppo australiano che si definisce “società di gestione sportiva con sede a Londra e interessi in mezzo mondo”. Un gruppo rappresentato da Justin Davis e Morris Pagniello, di cui farebbe parte anche l'ex giocatore di Newcastle e Palermo Achraf Lazaar, ha presentato un’offerta a Giuseppe Longo (nel comunicato inviato si parla di Lungo, un evidente errore di stampa), presidente della Lucchese 1905 e socio di maggioranza della ‘Sanbabila srl’ (che non è, come erroneamente riferito in conferenza stampa, il santo protettore di Milano che invece è Sant’Ambrogio), per l’acquisizione immediata del club: «La proposta – si legge nella nota – prevede un’acquisizione completa della proprietà, comprendendo tutti i diritti e le responsabilità legati alla società”.

Di Justin Davis non abbiamo notizie, ma Maurizio Antonio Pagniello, nato il 25 marzo 1977 a Melbourne in Australia, ma italiano a tutti gli effetti da tutti conosciuto come Morris c’è un lungo elenco di disavventure calcistiche. Sfortunato Pagniello. Il suo nome figura nell’elenco delle persone coinvolte nell’operazione «Dirty Soccer» del 19 maggio 2015 con due organizzazioni accusate di alterare i risultati di partite di calcio di Lega Pro e Lega Dilettanti. Pagniello, già ex presidente del Trento che si trovava in Spagna e all’epoca era dirigente del Monza Brianza e uomo di fiducia del presidente biancorosso Bingham, si costituì alla questura di Catanzaro il 28 maggio 2015.

Dalle intercettazioni era emerso il suo ruolo all’interno di un sodalizio capeggiato da Ulizio, ex dg del Monza, facendosi portavoce delle sue intenzioni nei confronti del presidente della società lombarda e dell’allenatore Fulvio Pea. In particolare era accusato di aver alterato le partite Monza-Torres e Bassano-Monza. Il primo febbraio 2016 la Figc aveva condannato Pagniello a 8 mesi di inibizione a una ammenda di 35mila euro. Il nome di Pagniello era poi comparso per l’acquisizione di Imperia e Acireale e infine per il Novara dove il suo nome era stato accostato a Naser Mohamed Ali Mohamed Altamimi che voleva acquistare l’8% delle quote. Ma la trattativa con il presidente azzurro Ferrenti naufragò il 30 settembre: «La proposta sembrava buona, ma mi sbagliavo. Sono mancate garanzie di serietà e di continuità aziendale» le parole del patron della club piemontese. l

L.T.

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