Il Tirreno

Lucca

Calcio: Serie C

Lucchese sfortunata, il ko è su rigore: adesso la panchina è a forte rischio

di Luca Tronchetti
Il gol decisivo (foto Sernacchioli)
Il gol decisivo (foto Sernacchioli)

In inferiorità numerica per 70 minuti i rossoneri giocano però meglio dell’Arezzo

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LUCCA. La fotografia di una stagione nata nel peggiore dei modi è il bomber Magnaghi che si accascia a terra alla fine del primo tempo infortunato ed è costretto a uscire. Come nella legge di Murphy: se qualcosa non può andar male, andrà male lo stesso. Una sconfitta decisamente immeritata con la Lucchese che, anche in inferiorità numerica per 70 minuti, ha creato pericoli alla porta amaranto con gli ospiti che si sono limitati, pur rischiando, a contenere e solo nei minuti finali, quando i rossoneri erano stremati, hanno avuto due ghiotte occasioni per chiudere i conti con Guccione e Gaddini ipnotizzati da Palmisani. Adesso la panchina di Giorgio Gorgone – sicuramente il meno responsabile di questa spirale negativa – è a forte rischio. Solo un intervento del presidente Andrea Bulgarella potrebbe salvarlo concedendogli un’ultima chance nella trasferta di Sassari.

Il gol e gli scenari

Di certo c’è che il dg Conte – due partite, due sconfitte da quando è arrivato a Lucca – sta cercando altrove (Colucci?) per sostituire il tecnico. A pesare sulla partita è stato un calcio di rigore. Una rete arrivata nell’unico tiro in porta sino a quel momento dell’Arezzo. Una conclusione ravvicinata di Guccione con Palmisani che devia. Damiani calcia nell’area piccola a botta sicura e trova la mano di Sabbione ad alzare sopra la traversa. É il minuto 22: l’arbitro (pessima direzione) indica il dischetto ed estrae il rosso diretto per il difensore centrale. Dal dischetto va capitan Guccione che spiazza l’estremo locale. Su quella rete l’Arezzo costruisce una vittoria che mancava da sei turni. Davvero un peccato perché sino a quel momento in campo c’era stata una sola squadra: la Lucchese. Con il ritorno all’antico modulo ( 4-2-3-1) nei primi 20’ la squadra aveva costruito tre nitide palle gol mettendo due volte Quirini, che non inquadrava la porta, davanti a Trombini e una volta l’incontenibile Saporiti che, entrato in area, calciava con il portiere bravo a deviare in corner. Sembrava davvero trasformata la Lucchese. Invece è ripiombata in un incubo senza fine.

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