Il Tirreno

Lucca

Serie C

Lucchese affonda in Romagna

di Luca Tronchetti
Il gol realizzato da Lombardi dopo la respinta di Chiorra sulla conclusione di Lamesta
Il gol realizzato da Lombardi dopo la respinta di Chiorra sulla conclusione di Lamesta

Squadra inguardabile: due gol e due legni per il Rimini che era ultimo in classifica.  Un punto in quattro gare e domenica nel derby out Benassai (espulso) e Visconti (ko)

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RIMINI. La tempesta perfetta si abbatte sul vascello rossonero. Un punto nelle ultime quattro partite, nove gol subiti, due espulsi (Tiritiello e Benassai), infortuni a catena (Benassai, Sabbione, De Maria, Russo e Visconti) e la squadra che precipita in un anonimo centro classifica con il rischio, in caso di mancata vittoria domenica nel derby con il Pontedera, di essere inghiottita dalle sabbie mobili dei playout. Nel giro di un mese i tifosi rossoneri si trovano in un frullatore: da un entusiasmo sfrenato a una depressione eccessiva. Lo avevamo detto a inizio stagione: questa squadra era costruita in prospettiva futura. E se a fine stagione fosse riuscita a conquistare la settima piazza – facendo meglio dell’anno passato e disputando dopo quasi 20 anni il primo di turno di playoff al Porta Elisa – a mister Gorgone dovevano erigere un monumento. Forse qualche dirigente della prima ora aveva illuso un presidente entusiasta e innamorato del bel calcio come il patron Andrea Bulgarella “favoleggiando” sulle «magnifiche sorti e progressive» di una formazione che annovera tante promesse (Chiorra, Alagna, Quirini, Djibril, Guadagni e Cangianiello, Yeboah) che hanno bisogno di tempo per potersi affermare e che difetta nei rincalzi del pacchetto arretrato (la seconda miglior difesa in due settimane è scesa al decimo posto) e nella batteria degli attaccanti dove Romero e Magnaghi non paiono in grado di garantire un sufficiente numero di gol. Mancano sette gare alla fine del girone d’andata e il tempo per correre ai ripari c’è tutto. Ma da ora in poi sbagliare mosse significherebbe spegnere sul nascere il fuoco della passione riacceso dal brillante inizio di stagione e dall’avvento della nuova proprietà. Con tutto questo c’è poco o nulla da rimproverare all’allenatore che, considerate le tante assenze nei ruoli chiave, forse a Rimini avrebbe potuto inserire più avanti Cangianiello arretrando Tumbarello, più propenso a far legna, e piazzandolo davanti la difesa.

La partita

Ciò che preoccupa maggiormente è l’involuzione di gioco. Evidentemente il sonoro ko interno con il Pescara ha lasciato il segno. Troppo lenta e svagata, poco incisiva e sempre in ritardo sulle seconde palle la Lucchese che affrontava l’ultima della classe, capace di vincere solo con la Juve Next Gen, con una difesa colabrodo che aveva subito 23 gol in nove partite. Invece, sin dal fischio d’inizio, il Rimini si mostra più voglioso di far sua l’intera posta con il tridente offensivo Lamesta-Morra-Capanni che mette in crisi la retroguardia rossonera. E il monologo biancorosso si concretizza dopo 7’ grazie a un clamoroso regalo di Merletti che apre un’autostrada per Lamesta bravo a superare Benassai e, giunto in area di rigore, a calciare di esterno. Chiorra respinge, ma sulla ribattuta Lombardi è più lesto della retroguardia rossonera e infila in rete con un morbido tap-in. Da quel momento cambia il canovaccio della partita? Lucchese povera di idea che attacca alla rinfusa, Rimini che riparte in velocità e fa male. Prima del riposo Lamesta scatenato coglie la traversa, Morra colpisce il palo. Di contro si fa male Visconti ed entra lo spaesato debuttante Perotta. Nella ripresa ti attendi la riscossa rossonera e scopri che in campo continua ad esserci solo il Rimini. Risulta inutile inserire il vivace Djibril e arretrare l’ottimo Gucher come difensore centrale. A provare la conclusione è soltanto il baby Cangianiello. Le punte? Non pervenute così come l’impalpabile Guadagni. Così alla mezz’ora Benassai, già ammonito e claudicante, sbraccia in area per liberarsi di Langella e commette fallo. Rigore e cartellino rosso con Morra che dal dischetto chiude i conti.


 

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