Bitep e gli inizi a Fornaci con mister Sorini «M’impressionò per lo strapotere fisico»
Parla il primo allenatore del bomber camerunense che ha realizzato il primo gol tra i pro nel pari interno della Lucchese
Michele Citarella / LUCCA
Il suo gol a sei minuti dalla fine del secondo tempo - il primo per lui nei professionisti - è stato decisivo per conquistare il pareggio e il primo punto della neo promossa Lucchese nel campionato di serie C 2020-21. Jonathan Bitep, 23 anni, attaccante, alla seconda stagione con la maglia rossonera, dopo aver segnato in D un gol pesante al Bacigalupo di Savona, bagna il suo debutto nel calcio che conta con la rete che sigilla l’impresa memorabile: dallo 0-3 al 3-3 al Porta Elisa con la Pergolettese. Una rete dedicata ai tifosi dopo aver seguito alla lettere le indicazioni di mister Monaco che lo ha fatto entrare al 1’ della ripresa. Per lui l’unica differenza tra la D e la C sono i nomi sulle maglie. Poi questo colosso d’ebano scende in campo per segnare e vincere dando sempre il 100% a prescindere da categorie e avversari.
IL PRIMO MAESTRO
Una carriera calcistica che nasce da lontano. Quattro stagioni orsono quando aveva 19 anni la punta del Camerun giocava in Terza Categoria, ultimo livello agonistico dei campionati Figc. In meno di 48 mesi Bitep ha bruciato le tappe con un balzo in avanti di sei categorie. È passato dai campetti della periferia della Media Valle alle sfide con piazze come Alessandria, Livorno, Como, Vercelli, Piacenza e Novara. Ma non si è dimenticato chi lo ha fatto debuttare nel calcio. Il suo primo maestro: Andrea Sorini. Il tecnico, in attesa di una chiamata in questo avvio di stagione, ricorda quell’allievo che non spiccicava una parola d’italiano: «Non ho meriti particolari sulla crescita di Bitep. Ho avuto il piacere e la fortuna di allenarlo. Il mio contributo è stato minimo e risale alla stagione 2017-2018 quando guidavo il Fornaci. Inizialmente non faceva parte della rosa. Poi, un ragazzo di colore che aveva giocato in categoria, mi segnalò che in Valle del Serchio, nelle vicinanze di Fornaci, c’era un suo connazionale che meritava quanto meno di essere attenzionato. Nella cooperativa “La Luna” incontrai questo ragazzo non ancora ventenne dal fisico possente che parlava pochissimo l’italiano. Quanto bastava però per far capire la sua volontà di giocare a calcio in qualche squadra della zona. Il giorno dopo fece il primo allenamento».
CORSA E ISTINTO
L’ambientamento fu quasi immediato: «Legò molto con Mirko Taccola, un vero e proprio lusso per la Terza categoria, un calciatore che ha giocato oltre 300 partite tra i professionisti e sempre prodigo nel dare consigli ai giovani. Bitep Aveva uno scatto importante e una potenza fisica devastante. Il lavoro che dovevamo fare io, Taccola e compagni era quello di dargli istruzioni sui movimenti senza palla. Le prime partite di Bitep erano caratterizzate da corse all’impazzata a tutto campo anche dove non ce n’era bisogno. In Coppa Provinciale si mise subito in evidenza con un gol a partita. Alla fine del campionato fece una ventina di reti».
Qualche problema sorse sul piano caratteriale: «Nelle prime settimane il dialogo era limitato a qualche parola in francese. Durante il pomeriggio i compagni di squadra si alternavano per portarlo a casa dandogli un passaggio in macchina. In poco tempo, grazie agli studi con la cooperativa Luna, ha acquisito familiarità con l’italiano. In campo doveva imparare a non reagire alle provocazioni. Difensori esperti e mestieranti a volte entravano pesantemente e Jonathan reagiva con troppa foga. Sicuramente, sotto questo aspetto, il ragazzo adesso appare molto più maturo».
Sorini ha sentito Bitep dopo il primo gol nei pro: «Lo avevo salutato alla vigilia al match e al termine di un allenamento augurandogli il meglio. Dopo il gol gli ho mandato un messaggio. Mi ha risposto ribadendo la sua enorme felicità. Jonathan ha 23 anni e ancora ampi margini. Merita di restare stabilmente tra i professionisti». —
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