Il caso choc
Ceccarelli tra ricordi e prospettive future mette in guardia la nuova Lucchese
«La Pergolettese è una società organizzata che possiede un centro con campi di allenamento e valorizza i giovani»
/ LUCCA
La Lucchese per lui è stato un passaggio importante. Ha iniziato nella nostra città la sua vita di coppia con la compagna Irene che gli ha dato due figli e oggi a 37 anni e dopo due stagioni ritrova il Porta Elisa. Luca Ceccarelli, classe 1983, difensore centrale, nato a Ronchi (Massa Carrara) dopo vent’anni di professionismo (debuttò in A a San Siro il 25 novembre 2001, Inter-Fiorentina 2-0) è ancora al pezzo. La passione e la salute sono ancora quelli degli inizi e allora, prima di provare a fare l’allenatore (ha già il patentino Uefa B), eccolo firmare un mese fa per la Pergolettese di Crema, primo ostacolo per la Lucchese in questo campionato. «Lucca mi è rimasta nel cuore e quando posso con la famiglia faccio un salto in città. Sono rimasto in contatto con Jacopo Fanucchi (hanno giocato assieme con la Pistoiese) e ogni volta che torno in centro il pensiero torna a quella stagione di 14 anni fa».
Arrivò a Lucca nel luglio 2006 voluto da quel gran signore che risponde al nome di Gigi Simoni: «L’Inter aveva acquistato il mio cartellino dalla Fiorentina e il gentleman della panchina, che aveva avuto buone referenze sulle mie qualità in campo e fuori, spinse per il mio ingaggio. Una persona splendida di quelle che oggi mancano al calcio italiano. La piazza era importante e la squadra molto forte tanto che nelle prime 5-6 partite andammo anche in testa alla classifica. Quell’anno andai a convivere con Irene, poi divenuta mia moglie. Sembrava la stagione giusta per conquistare la B. Poi vennero fuori i problemi societari che erano rimasti nascosti con il presidente (Fouzi Hadj) che inizio a non pagare gli stipendi e ad allontanarsi dallo spogliatoio. Prima fu messo in disparte Simoni e poi venne allontanato Pea. Arrivò Stringara, ma alla fine non riuscimmo a conquistare nemmeno i playoff. Peccato, perché la gente era appassionata e competente e i tifosi avrebbero meritato la B». Di quella società sono rimasti il medico Adolfo Tambellini e il massaggiatore Alvaro Vannucchi: «Una coppia di fatto. -ride Ceccarelli - Sembrava di vedere Walter Matthau e Jack Lemmon. Complici in tutto, ma sempre gentili, sorridenti e professionali. Ci mettevano a nostro agio e sapevano sdrammatizzare le situazioni più complicate».
L’ultima volta che mise piede da avversario al Porta Elisa andò male: «Era il 20 gennaio 2019 e giocavo con Fanucchi nella Pistoiese. Perdemmo 1-0 su punizione calciata da Lombardo e il fallo su Bernardini che la originò lo commisi proprio io. Giocai proprio male. Spero di cancellare quella prova opaca». Ceccarelli mette in guardia la Lucchese dalle insidie che presenta la partita con la Pergolettese: «Mancheranno per squalifica due centrocampisti e una punta (Duca, classe 1997, Palermo, 25 anni e Scardina, nato nel 1993), ma mister Contini che ha due anni più di me troverà la maniera per sostituirli. Il modulo tattico? Giochiamo prevalentemente il 4-2-3-1 o il 4-3-3 e la rosa è composta in prevalenza di under 30 con tanti giovani che hanno la possibilità di mettersi in mostra. A loro lo dico sempre: quando ho iniziato io in C c’era spazio per 2-3 ragazzi di vent’anni. Oggi la media è più che raddoppiata e tocca a loro dimostrare che possono fare calcio a certi livelli. Se lo capiscono hanno l’opportunità di arrivare in B o in A altrimenti nel giro di 3-4 anni si perdono nell’anonimato dei dilettanti».
Ceccarelli è rimasto colpito dell’organizzazione della Pergolettese: «Il direttore generale Cesare Fogliazza, imprenditore che fornisce le materie prime alle acciaierie e che era già stato al vertice del Pizzighettone in C, non ci fa mancare nulla. Abbiamo un centro sportivo con due campi di allenamento in erba, uffici e mensa mentre il Voltini (lo stadio della Pergolettese di Crema) è un piccolo gioiellino. Ci seguono mille tifosi appassionati. L’obiettivo? Una salvezza senza passare dai playout come nella stagione appena conclusa».
La Lucchese è avvertita: con la Pergolettese non si scherza. —
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