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Fedato, il fantasista che ha conquistato i tifosi dell’Fc Lucca

Fedato, il fantasista che ha conquistato i tifosi dell’Fc Lucca

E’ considerato il miglior under 20 della categoria «Voglio restare rossonero, qui c’è un progetto importante»

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LUCCA. Il fenomeno rossonero. Francesco Fedato, classe 1992, è un talento puro. E' un piacere vederlo saltare l'uomo, dribbling, finte, numeri d'alta scuola e gol spettacolari per la categoria. Quattordici reti in Eccellenza, dieci al suo primo campionato da titolare e quattro in Coppa Italia. Il migliore “under 20” della categoria. genio e sregolatezza. La discontinuità infatti è il limite del “doge” di Lucca. Che ha le qualità per sfondare.

Non hanno dubbi il mister, che in Fedato si rivede quando era un calciatore dai piedi buoni ma altalenante, e il direttore sportivo Bruno Russo, che ha scommesso ad occhi chiusi sul talento di questo ragazzo di 19 anni cresciuto nel Venezia (13 anni nelle giovanili e finale scudetto la Juniores) fino al debutto in serie D e poi scaricato dal club lagunare. il futuro.

«Fedato resta alla Lucchese» afferma il responsabile dell'area tecnica Russo. Rassicurato dalle parole del procuratore Briaschi (ex Juve e Vicenza) e dai genitori del ragazzo (la famiglia ha una ditta di pelliccerie) che domenica scorsa erano al Porta Elisa ad assistere alle magie di “Fedatinho” che a papà e mamma ha dedicato la doppietta siglata contro l'Albinia nella domenica della festa-promozione. Anche se Fedato, finito sotto i riflettori dopo un campionato strepitoso, piace ad alcuni club di Lega Pro.

«La mia volontà è restare a Lucca, mi sono trovato bene e c'è un progetto ambizioso – dice il fantasista veneziano – confesso che qualche interessamento c'è stato, anche dall'ex tecnico neroverde Sassarini. Mi fa piacere, ma io voglio giocare nella Lucchese».

E pensare che a Venezia dicevano che Fedato non era pronto per la serie D. «Credo di averli smentiti - aggiunge - anche se Luppi, che mi ha lanciato lo scorso anno, mi aveva fortemente spinto a restare. Poi, prima del ritiro, c'è stato un ribaltone societario ed è stato allontanato e non avevo più certezze. Per fortuna è arrivata la chiamata di Bruno Russo. Non avevo ancora finito la telefonata che avevo già preparato le valigie. Il blasone di Lucca è stato un forte richiamo. Sono contento di riuscire a trovare la via del gol ed essere più concreto rispetto al passato. I miei genitori mi hanno affidato a Russo per crescere a livello calcistico. E’ un po’ come se fosse un mio padre putativo. Il calcio in famiglia? Non sono un figlio d’arte, mio fratello ha giocato, ma in categorie inferiori».

La promozione. E sul trionfo rossonero Fedato ci ha messo la sua firma segnando gol da urlo: «Non mi aspettavo di dominare, c'erano Massese, Pisa SC e Ghivizzano. Ma abbiamo subito preso in mano il campionato, siamo i più forti. Ora puntiamo al record di punti. Le più grandi emozioni? Il gol al debutto e la rete della promozione a Quarrata, la più bella che ho realizzato con la doppietta contro il Signa».

Un'esuberanza che non deve diventare il suo limite. «Mi dicono sempre che ho tutti i mezzi per giocare al di sopra di questa categoria, ma che deve essere meno lezioso e sacrificarmi di più in fase difensiva. Devo maturare. Vittorio Tosto mi ha aiutato molto».

Lazzini lo ha trasformato da regista in esterno alto a sinistra nel 4-4-2.

«Ho sempre giocato da trequartista, ma ora mi vedo in questo nuovo ruolo. Il mio idolo? Zidane. Anche se sono milanista”. Certo, non è stato facile a 19 anni lasciare la città natale e la famiglia. Ho un po' di nostalgia di Venezia, delle serate con gli amici. Lucca però è stupenda, si vive bene. Che che cosa mi ha colpito della società? E' una grande famiglia. E poi i tifosi. Hanno una passione incrollabile».

Nicola Nucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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