Esteri
Lucca Comics, 60 anni e non sentirli: adesso la sfida è immaginare il futuro
Annunciati 345mila partecipanti: fugati i timori per l’assenza del ponte festivo. Dalla sosta ai disagi dei residenti, il festival va conciliato con la vita in centro
LUCCA. Il primo bilancio dei sessant’anni dei Comics parte da un numero: 345mila partecipanti. Attenzione non sono i visitatori paganti, ma è la cifra comunicata dagli organizzatori alla chiusura, in attesa del dettaglio definitivo dei numeri. Un risultato che allontana i timori per un’edizione senza ponte festivo, con il 1° novembre di domenica. A sostenerla sono stati il meteo favorevole nei cinque giorni, salvo la brevissima “tempesta” di vento e pioggia di ieri, 2 novembre, e una partenza positiva: poco meno di 35mila biglietti nella giornata inaugurale.
Numeri
«È stato il mercoledì più partecipato di sempre», rivendica il sindaco Mario Pardini nel video di saluto. Il suo ringraziamento va a Lucca Crea, forze dell’ordine, volontari, uffici e partecipate: per il primo cittadino il «sistema città» ha dimostrato ancora una volta di saper guardare al futuro. Il programma ha schierato oltre 900 ospiti, 800 espositori, più di 1.500 appuntamenti e 14 mostre. Numeri che raccontano la forza di attrazione del festival e la varietà delle comunità che qui si incontrano.
Il lascito del sessantesimo non si esaurisce nei cinque giorni. Pardini richiama l’accordo di valorizzazione firmato con il ministro Alessandro Giuli e il presidente della Regione Eugenio Giani, passaggio verso la costituzione della Fondazione destinata a dare vita al Museo internazionale del fumetto. A Palazzo Guinigi la mostra “Lucca Legacy” resterà aperta fino al 24 settembre 2027. Il prossimo festival è già fissato: dal 28 ottobre al 1° novembre 2027.
Il bilancio
Il bilancio della città, però, richiede anche di guardare a ciò che non ha funzionato. A partire dai problemi della sosta. Sabato, nella giornata di maggiore pressione, le sanzioni per divieto sono state appena 25, nonostante le tante auto parcheggiate irregolarmente. Residenti che hanno trovato occupati da mezzi senza permesso i posti loro riservati segnalano di aver chiesto l’intervento degli agenti senza ottenerlo: impegnati a presidiare gli ingressi, li avrebbero invitati a chiamare la centrale. Una segnalazione che avrebbe potuto essere raccolta e inoltrata dagli stessi operatori.
Domenica, pur con un afflusso minore, il conto delle sanzioni è salito a 147 multe, molte per veicoli su aree verdi e marciapiedi. Il consueto report registra 17mila arrivi in treno, 40 bus in viale Luporini, due incidenti, uno con ferito, e otto sanzioni per commercio abusivo con 500 pezzi sequestrati. Uno scarto nei controlli della sosta che meriterebbe una spiegazione.
Le riflessioni
Resta poi la questione di fondo: come far crescere il festival senza comprimere la vita della città. Elvio Cecchini invita a distinguere il successo della manifestazione dal beneficio per Lucca. Non basta calcolare quante persone possano entrare in sicurezza: servono indicatori su accessibilità, mobilità, occupazione degli spazi pubblici e continuità della residenza. «Lucca Comics deve continuare a essere figlio della città, non la città figlia di Lucca Comics», osserva. La proposta è una crescita di qualità, con spazi meglio distribuiti e maggiore integrazione con la vita culturale cittadina: «La questione non è scegliere tra la manifestazione e la città – scrive Cecchini – ma costruire le condizioni perché possano continuare a valorizzarsi reciprocamente».
Il pubblico, civile ed educato, è una risorsa. Ma l’impatto di un evento così pervasivo comincia con gli allestimenti e termina con gli smontaggi, ben oltre le cinque giornate. La sfida riguarda anche i contenuti: conservare la capacità di anticipare ciò che si muove nell’immaginario giovanile, anziché limitarsi a celebrarne i successi già consolidati. Dopo aver festeggiato i primi sessant’anni, occorre immaginare i prossimi sessanta. Quanto di buono è stato costruito è una base, ma da solo non garantisce il futuro.
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