Lucca Comics, conto alla rovescia: «È già un’edizione record» - Biglietti, nuovi spazi e proteste
Quattro settimane al via per la sessantesima edizione della manifestazione Pardini: «I disagi ci sono ma è un patrimonio che dobbiamo tutti difendere»
LUCCA. L’andamento delle vendite dei biglietti? «In linea con lo scorso anno» (quando furono, a fine manifestazione, circa 280mila). Sarà record di presenze? «In un certo senso lo è già. Abbiamo già battuto tutti i record, mai così tante piazze come quest’anno, mai così tanti stand per un livello di investimenti e di contenuti che rende quella di quest’anno la manifestazione più grande di sempre». Parola del direttore Emanuele Vietina a margine della presentazione di alcune ulteriori novità dei Comics 2026 nell’Auditorium del Palazzo delle Esposizioni.
L’evento e la città
Pochi minuti prima il sindaco, Mario Pardini, aveva presentato alcuni dati di una rilevazione statistica di Demopolis in base alla quale l’84% della popolazione ritiene che i Comics abbiano prodotto, negli ultimi anni, benefici economici per la città, e l’83% afferma che costituiscono una occasione unica per l’immagine e il prestigio di Lucca. «La mission che ci diamo quando partiamo di questa manifestazione – spiega Pardini – dovrebbe essere fuori dalla normale dialettica politica di campagna permanente: chiunque ha amministrato e amministra la città o lo farà in futuro ha lavorato, lavora e lavorerà per il bene di questo patrimonio della città che va semplicemente difeso». In sessanta anni non sono mancati e ancora oggi restano motivi di dibattito rispetto al come la manifestazione si svolge e ai disagi che il gran numero di visitatori concentrati in cinque giorni provocano. Ma Pardini sgombra il campo dalle polemiche, pur riconoscendo che si possa sempre cercare di fare meglio: «Sono consapevole che l’impatto sulla città ci sia. Ma i dati, ad esempio sui tempi previsti per le installazioni delle strutture, dimostrano come non sia vero che ogni anno si inizi a montare prima. Si cerca di contenere l’impatto sulle piazze e soprattutto sugli spazi che tolgono posti auto. Va tenuto conto del fatto che la manifestazione ha dei tempi tecnici che sono anche, a un certo punto, incomprimibili. Ringrazio per la pazienza i lucchesi, perché è vero che i sacrifici ci sono, ma vi assicuro che gli sforzi in questi anni, l’ho visto dal 2011 a oggi, sono sempre stati fatti nella direzione di comprimere i disagi il più possibile».
Le contropartite
Alla città, del resto, rimane il vanto e l’utilità di ospitare «la prima manifestazione per importanza del mondo occidentale» sul tema, ribadisce Pardini, facendo eco all’assessore regionale Cristina Manetti, a Lucca per questo nuovo lancio della cinque giorni e per ribadire il sostegno di Firenze. È indubbio che i benefici ci siano. Quelli “minori”, come gli sconti sui biglietti (7 euro per il 28 e 29 ottobre) ai residenti. E quelli più grandi: il giro d’affari per l’economia locale e la promozione turistica, come sottolineato dagli assessori Paola Granucci e Remo Santini. Poi c’è anche quello che la manifestazione “costruisce” in città con l’obiettivo di attirare visitatori al di là del periodo dei Comics. È il caso, in prospettiva, del Museo del fumetto, in attesa del quale – ha ricordato l’assessore Moreno Bruni – per i prossimi otto anni Palazzo Guinigi si trasformerà della casa degli eventi espositivi di Lucca Comics. Da sabato il Palazzo aprirà le sue stanze al pubblico per la mostra “Lucca Legacy, a Comics & Games story”. Un progetto espositivo che racconta il Festival non come un archivio da consultare, ma come un organismo vivo da attraversare, modificare e, in parte, scrivere insieme ai VisitAutori (come la manifestazione chiama il suo pubblico). La mostra è organizzata da Lucca Crea, POLI.design (centro per formazione del Politecnico di Milano), con la supervisione Scientifica di Disegs – Dipartimento di Studi Socio-Economici, Gestionali e Statistici Università di Chieti-Pescara e la partecipazione del Fondo Caniparoli, Collezione Angelo Nencetti “Quando Lucca diventò un fumetto” e del Fondo Bono, Biblioteca nazionale centrale di Firenze. Non una semplice mostra ma «una piattaforma culturale permanente, dotata di dispositivi adattivi pensati per evolvere nel tempo e per accogliere, in futuro, nuovi percorsi espositivi – dice Vietina – Resterà aperta un anno? Vedremo».
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