Versilia, scontro fra locali vicini: «Mi “ruba” i clienti anche mentre guardano il mio menu...»
Pietrasanta, un titolare parla di concorrenza sleale e di camerieri che chiamano la gente da lontano. Ora valuta di rivolgersi a un avvocato: la protesta di un’attività in centro
PIETRASANTA. In questa vicenda bisogna immaginarsi due locali vicini. Poi cittadini o turisti che ci passano davanti, in centro a Pietrasanta, alla ricerca di un posto dove fare aperitivo o semplicemente bere qualcosa in compagnia.
Che succede
E, infine, una “contesa” dei clienti non proprio corretta, secondo il titolare di una delle due attività coinvolte: per lui, infatti, uno dei locali vicini “intercetta” i possibili avventori, a volte portandoglieli proprio via – sostiene – mentre sono davanti al suo locale a guardare il menu. Tanto che ha deciso di ricorrere a un avvocato: «Domani (oggi, ndr) lo incontro per capire come potermi muovere. La situazione è diventata insostenibile per me e i miei dipendenti», dice.
Il racconto
Questa vicenda, secondo il racconto del titolare, non è recente, ma va avanti da un po’ di anni. «Dal locale vicino – racconta – chiamano la gente mentre è davanti ai miei tavolini, magari mentre le persone stanno guardando il mio menu, e dicono loro “Prego, venite a sedervi”, e li portano così subito da loro». Insomma, sintetizza l’uomo, fanno «come se fossero una sorta di “buttadentro”».
Per lui si tratta di concorrenza sleale: «Si mettono al confine con la mia attività e quando la gente arriva, trovando prima il mio locale, loro iniziano a chiamarla da lontano, quando nemmeno sono arrivati da loro. A volte ho visto essere chiamate persone ferme davanti alla mia porta, intente a guardare l’interno, o se magari gli avventori sono in gruppo e io sto parlando con uno di loro, avvicinano gli altri e li fanno sedere ai loro tavolini. Poi basta che io dica qualcosa, e ricevo delle offese. Il lavoro è una cosa sacrosanta, non si può portare via così le persone che magari vorrebbero venire da me».
L’episodio
Ormai, sottolinea il titolare, «sono stufo di questa situazione: è stancante andare a lavorare e vedere “portarsi via” i possibili clienti».
Poi un paio di sere fa, verso le 19, la goccia che ha fatto traboccare il vaso per il titolare: «Ho riempito i miei posti e ho preso qualche tavolo vicino a me dall’altra attività adiacente, con il permesso di quest’ultima». Un altro locale ancora, che quel giorno aveva giorno di chiusura. «Dopodiché quelli dell’altra attività – sostiene l’uomo – si sono messi davanti al locale chiuso, portando le persone lì e servendole, occupando i vari tavoli, nonostante molti dei loro fossero vuoti».
Il Tirreno ha provato a contattare anche il locale chiamato in causa, che però ha preferito non rispondere.
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