«Viva la razza bianca», condannata la consigliera regionale livornese Marcella Amadio – La frase a una cena di partito
La contestazione è quella prevista dall’articolo 604-bis del codice penale, che punisce, tra le altre condotte, la propaganda di idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico e l’istigazione o la commissione di atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi
LIVORNO. Quella frase, «Viva la razza bianca», la consigliera regionale di Fratelli d’Italia Marcella Amadio, livornese, l’avrebbe pronunciata più di un anno fa durante una cena di partito a Montescudaio (Pisa). E ora quelle quattro parole le sono valse un decreto penale di condanna a 1.500 euro emesso dalla giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Livorno Sara Merlini. Nel decreto, la gip ritiene corretta «la qualificazione giuridica del fatto» proposta dalla Procura e scrive che dagli atti dell’indagine emerge «oltre ogni ragionevole dubbio la prova della responsabilità dell’imputata in ordine al reato ascritto». La contestazione è quella prevista dall’articolo 604-bis del codice penale, che punisce, tra le altre condotte, la propaganda di idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico e l’istigazione o la commissione di atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.
Il provvedimento
Il provvedimento arriva a distanza di più di un anno dal 19 settembre 2025, quando a Montescudaio FdI organizzò un appuntamento elettorale in vista delle consultazioni regionali. Ed è proprio durante quella cena, secondo quanto ricostruito dalla Procura, che Amadio avrebbe pronunciato la frase poi finita al centro del procedimento. A portarla all’attenzione sono stati quattro esponenti di FdI: un primo esposto è stato subito inviato ai probiviri del partito, ma la vicenda non si è fermata lì. I militanti hanno infatti scelto di rivolgersi anche alla Procura, ritenendo che quelle parole potessero avere una rilevanza penale: nell’esposto venivano infatti richiamati i principi costituzionali sull’uguaglianza e sul rifiuto di ogni forma di discriminazione, oltre ai valori indicati anche nello statuto di Fratelli d’Italia, tra cui il richiamo a democrazia, libertà e uguaglianza e al rifiuto dell’odio razziale, etnico e religioso.
L’inchiesta
E da quel momento la questione ha cambiato piano: non più soltanto una controversia politica interna, ma una vera e propria inchiesta. La pm Ezia Mancusi ha contestato ad Amadio il reato previsto dall’articolo 604-bis e ha chiesto l’emissione di un decreto penale di condanna. E così è stato: nel provvedimento, sottolinea il gip, «la pena richiesta dal pubblico ministero, come dallo stesso quantificata, appare congrua in relazione all’entità del reato commesso» e fissa la sanzione in 1.500 euro.
Il decreto penale
Il decreto penale è una procedura speciale che consente, quando ricorrono i presupposti previsti dalla legge, di arrivare a una condanna senza celebrare un processo dibattimentale, sulla base degli elementi raccolti durante le indagini. L’imputato ha 15 giorni di tempo dalla notificazione del decreto per presentare opposizione e, in questo caso, il decreto viene revocato e il procedimento prosegue secondo le forme previste dalla legge. «Sono sconcertata – commenta Amadio a Il Tirreno – perché ad oggi non ho ricevuto la notificazione di questo provvedimento. Ho appreso dell’esposto in Procura da un articolo pubblicato da Il Tirreno il 1° febbraio scorso e ora, allo stesso modo, apprendo da Il Tirreno del decreto penale di condanna. Non appena mi sarà notificato il decreto, farò opposizione perché sono innocente e ho decine di testimoni che possono confermarlo. Una cosa però è certa: chi fa opposizione in politica e ha sempre lavorato all’insegna dell’onestà e della trasparenza, è considerato scomodo. E questo è il risultato, ma io andrò avanti. Chi ha presentato l’esposto non appartiene a FdI, ma si è avvicinato al partito per motivi congressuali e sperava forse in una mia condanna perché decadessi dal mio ruolo. Invece resterà deluso ».
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