Il Tirreno

Lucca

L’episodio

Altopascio, lite per droga non pagata: porta via l’auto al “debitore”

di Pietro Barghigiani

	Carabinieri in azione in una foto d'archivio
Carabinieri in azione in una foto d'archivio

Camionista aggredisce i carabinieri che provano a fermarlo: arrestato

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ALTOPASCIO. Dalla lite all’arresto. La telefonata al Nue 112 per segnalare due immigrati che si stavano menando si è conclusa con l’arresto di un 36enne, marocchino, residente a Siracusa, professione camionista, incensurato. Ieri il gip ha convalidato l’arresto di Youssef El Mejdoubi, disponendo la misura cautelare del carcere. Le accuse sono di tentata estorsione aggravata e resistenza a pubblico ufficiale nei confronti dei militari dell’Arma intervenuti verso le 21,30 in un bar in località Chimenti.

L’uomo si trova in una cella in San Giorgio.

I carabinieri del Radiomobile della Compagnia di Lucca e della Stazione di Capannori appena arrivati al bar sono stati avvicinati da un 42enne marocchino. Scosso e ferito, l’uomo ha raccontato che poco prima era stato aggredito da un connazionale che aveva accompagnato ad Altopascio. Era il 36enne accusato di averlo colpito ripetutamente al torace, al capo e ad una mano con una bottiglia di birra per poi impossessarsi della sua macchina, una Kia Venga, con la quale si era allontanato. Secondo la vittima l’atteggiamento violento dell’uomo era dovuto ad un “debito di droga” di qualche centinaio di euro, che il 42enne aveva maturato nei suoi confronti qualche giorno prima. La sottrazione dell’auto era finalizzata a costringerlo alla restituzione della somma dovuta. Nel giro di mezz’ora i carabinieri hanno trovato la vettura sulla via Bientinese in sosta nel parcheggio di un locale.

Nei pressi del veicolo c’era il 36enne ricercato che, dopo essere stato fermato dai militari, si è dimostrato poco collaborativo, aggredendoli verbalmente e minacciandoli brandendo una bottiglia di birra, atteggiamento che rientrava solo quando un carabinieri ha impugnato il Taser. Dopo averlo perquisito gli hanno trovato le chiavi della Kia del connazionale e un paio di forbici.

Dopo una calma apparente ha cambiato passo. Mentre lo stavano caricando sull’auto di servizio ha iniziato a colpire i militari con spallate e gomitate. Non solo. Durante il trasferimento nella caserma in Cortile degli Svizzeri ha colpito più volte la paratia divisoria dell’autoradio con calci e testate. La Kia è stata restituita al proprietario, il camionista arrestato e portato in carcere.

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