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«Mamma, è urgente, aiutami...»: il messaggio-trappola su WhatsApp che le è costato 1.500 euro

di Sara Venchiarutti
«Mamma, è urgente, aiutami...»: il messaggio-trappola su WhatsApp che le è costato 1.500 euro

La 65enne ha fatto un bonifico pensando di avere a che fare con la figlia. La cittadina si è accorta che qualcosa non andava quando hanno iniziato a insistere sull’urgenza di avere i soldi

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LUCCA. Giulia (il nome è di fantasia) è immersa nelle sue faccende quando sente squillare il cellulare. È un messaggio su WhatsApp. Guarda meglio. Sullo schermo appaiono solo le cifre, il numero non è registrato nella rubrica. Incuriosita, apre il messaggio per leggere cosa c’è scritto. E poi chi è che mi scrive? sorge spontanea la domanda. «Ciao mamma, sono io. Mi si è rotto il telefono, questo è il mio nuovo numero». Lei, che ha 65 anni e abita in provincia di Lucca, una figlia ce l’ha davvero. E allora la salva con il nuovo numero. Può capitare di cambiarlo, pensa.

Poco dopo ecco un altro WhatsApp, sempre dal numero con cui ha registrato chi dice di essere sua figlia. «Mamma, devo fare un pagamento urgente, ma non riesco a farlo tramite l’app perché non ha ancora salvato il nuovo contatto». È credibile, e poi lei in quel momento è indaffarata. Così, alla richiesta di fare un bonifico, risponde come farebbe ogni mamma: «Non ci sono problemi».

Domani ti restituisco i soldi, le assicura nel messaggio successivo. E fornisce alla 65enne l’Iban, intestato a un nome italiano, e la causale. La somma non è marginale: 1. 500 euro. Però Giulia non fa troppe domande, pensa davvero di avere a che fare con sua figlia. Manda il pdf dell’avvenuto bonifico. Dall’altra parte, però, nessun ringraziamento: «Mi hai fatto un bonifico ordinario, ma a me servono ora. Non puoi farmelo istantaneo? » A quel punto la 65enne si insospettisce. Decide di chiamare la figlia, ma al vecchio numero. Figlia che le risponde. «Così la donna ha scoperto di essere stata truffata», spiega l’avvocata Francesca Galloni di Confconsumatori, che sta seguendo il caso. «La consumatrice – dice Galloni – è andata subito al suo istituto di credito, spiegando la situazione e chiedendo di richiamare il bonifico. Va anche dai carabinieri per fare subito denuncia. Il problema è che i soldi le sono stati comunque tolti e sembra che non le verranno restituiti. Per questo abbiamo fatto una contestazione (la truffa è avvenuta pochi giorni fa), anche perché si tratta di un bonifico ordinario subito revocato». Per allertare i consumatori sulle truffe, Confconsumatori ha anche realizzato alcune schede esplicative e ha messo a disposizione il numero 3274049091. 

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