Il Tirreno

Lucca

Giovani e violenza

Lucca, aggressione dopo un rimprovero per la staccionata rotta: gli accoltellatori-ragazzini a processo

di Pietro Barghigiani

	Il luogo della aggressione e un dettaglio della staccionata rotta dai ragazzi
Il luogo della aggressione e un dettaglio della staccionata rotta dai ragazzi

A giudizio i due amici che colpirono un 63enne a Massa Pisana. I due sono accusati di lesioni personali aggravate dall’uso dell’arma

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LUCCA. Furono arrestati con l’accusa di tentato omicidio. Vanno a processo per rispondere del reato di lesioni personali aggravate dall’uso di un’arma. È la parabola giudiziaria che riguarda i due amici di 16 e 17 anni che, dalla sera del 25 novembre 2024, quella dell’accoltellamento di un uomo che li aveva sgridati per i danni a una staccionata, hanno riempito altri due fascicoli con relativi reati tra aggressioni e tentativi di furto.

Dall’assalto violento in piazzale Verdi ai danni di una autista di Autolinee Toscane (il 17enne ha avuto la messa la prova, l’altro sarà valutato più avanti) al tentato furto in uno studio fisioterapico a San Concordio sventato dai carabinieri.

L’arresto, la ritrovata libertà, di nuovo altro reati e poi ancora la comunità, la fuga del 16enne finito per la seconda volta in una cella dell’istituto penale per i minorenni di Firenze. Una sequenza che con l’ultima misura cautelare si è interrotta. Sono stati messi in condizione di non commettere altri reati e, soprattutto, averli divisi è servito per neutralizzare le potenzialità dannose dei due verso la comunità

L’episodio più grave delle scorribande da balordi di provincia è quello delle coltellate all’addome. Il bersaglio fu Mario Livi, 63enne dirigente d’azienda, residente a Massa Pisana. Per quella vicenda i due minorenni, residenti in un quartiere alla periferia di Lucca, sono stati rinviati a giudizio. Prima udienza nel marzo 2027.

Il carico dell’accusa si è alleggerito rispetto all’ipotesi iniziale. Le consulenze medico legali hanno contributo a derubricare il reato dal tentato omicidio alle lesioni personali aggravate. E dire che il 63enne aveva rischiato di morire e venne operato d’urgenza al San Luca dove era arrivato in prognosi riservata.

Un intervento eseguito nelle stesse ore in cui i due erano in cella. Il processo si terrà a distanza di quasi due anni e mezzo dal fatto. Quella sera di fine novembre 2024 Livi dopo cena era uscito a fumare seguendo un’abitudine quotidiana. Loro non lo avevano visto, ma lui si era reso conto che i due si stavano divertendo a sfasciare una staccionata nei pressi della sua abitazione.

Di qui il rimbrotto ai due vandali. Sarebbe stato il 16enne a sferrare i due fendenti con un coltello di 20 centimetri di cui 10 di lama. Rintracciati dai carabinieri a casa di un’amica nella notte, non seppero spiegare le ragioni di un’aggressione così violenta e capace di mettere a repentaglio una vita per un semplice richiamo a non fare i teppisti. Dopo essere tornati in libertà, ripresero a fare i bulli tra centro e periferia. Ora inizia la stagione dei processi.




 

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