Lucca, chiesto il processo per un "dottore" in agopuntura mai laureato in Italia
Il cinquantaseienne accusato di esercizio abusivo della professione medica
LUCCA. Aveva adibito il suo appartamento in centro storico – non troppo distante da piazza Anfiteatro – a studio medico dove praticava l’agopuntura a numerosi pazienti sebbene, stando all’accusa, privo di laurea in medicina e della abilitazione richiesta. Nei confronti di un professionista di 56 anni, nato e residente a Pescaglia, accusato di esercizio abusivo della professione medica la procura della Repubblica ha chiuso le indagini e si appresta a chiedere il rinvio a giudizio. Stando all’inchiesta svolta dalla Guardia di Finanza – il 3 e il 15 settembre 2025 i militari effettuarono appostamenti e osservazione diretta nell’ambulatorio del “dottore” – lo specialista dell’agopuntura da almeno una quindicina d’anni era un punto di riferimento per chi voleva combattere i dolori con una tecnica che per legge ha bisogno di un’abilitazione. Per questo motivo le fiamme gialle – che hanno chiuso l’accertamento e inviato gli atti alla procura della Repubblica nel novembre 2025 – perquisirono lo studio medico e sequestrarono aghi lasciati incustoditi senza adeguata sterilizzazione, attrezzatura sanitaria, computer, telefonini e somme di denaro in banconote provento dell’attività e consegnato dai pazienti in pagamento delle prestazioni.
La difesa
Il legale dell’indagato – contestando il sequestro preventivo – sostiene che l’attività del suo assistito, almeno per quanto concerne l’agopuntura, sia legittima e non abbia valenza sanitaria. Non solo. Certificazioni alla mano l’avvocato afferma che l’indagato dal 2019 risulta iscritto nell’albo della Regione Toscana come «operatore delle discipline del benessere e bionaturali» che non hanno capacità di tutelare la salute pubblica e non possono essere catalogate come sanitarie. Di contro quei soggetti possono esercitare regolarmente in immobili o pertinenze di proprietà la loro attività professionale. Già in sede di sequestro preventivo il legale aveva contestato la mancata notifica della convalida e del decreto e sul piano penale aveva obiettato che il suo assistito non aveva esercitato una pratica sanitaria «ma tecnica naturale, energetica, psicosomatica, per favorire il raggiungimento, il miglioramento e la conservazione del benessere globale della persona». Per l’avvocato nessun esercizio abusivo della professione: tutto lecito.
Gli accertamenti
Ai finanzieri lo specialista in agopuntura era comparso in camice bianco. Ammettendo di aver eseguito solo corsi di formazione all’estero senza sapere che fosse necessaria un’abilitazione. L’uomo, diplomato, aveva organizzato gli spazi interni dell’appartamento in centro in stanze adibite a sale mediche dove praticare agopuntura. A dare impulso all’indagine della Gdf era stato un paziente insoddisfatto dell’igiene dello studio. Le tariffe erano variabili: in media si poteva andare dai 50 ai 70 euro. Assenti, come il titolo di studio, anche le fatture.l
Luca Tronchetti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
