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Garfagnana, il “sacrestano d’Italia” supera la visita: rinnovo della patente a 101 anni

di Luca Dini

	Rodolfo Morganti insieme ai due figli
Rodolfo Morganti insieme ai due figli

Rodolfo Morganti è il sacrestano di Cerageto e non ha intenzione di scendere dal suo Ape per trovare gli amici

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CASTIGLIONE. C’è un’età in cui ogni compleanno è un miracolo, e poi c’è l’età di Rodolfo Morganti, che a 101 anni decide di rendere l’eccezionale una consuetudine. Il leggendario "Sacrestano d’Italia" ha appena superato la visita per il rinnovo della patente annuale: un rito che Rodolfo affronta con la schiettezza di chi ha vissuto un secolo di storia tra i boschi e i cantieri della Garfagnana.

L’esame superato

Rodolfo è il sacrestano di Cerageto, frazione di circa 140 abitanti nel comune di Castiglione (Lucca). Oggi, venerdì 17 aprile, è il suo compleanno, il numero 101. «Durante la visita per il rinnovo della patente gli hanno fatto chiesto il nome del Presidente della Repubblica», racconta il figlio Pierluigi, pensionato livornese. «Lui ha guardato l’esaminatore e ha commentato: "Io lo chiamo Sergio, perché Mattarella mi pare troppo rispettoso, quasi offensivo». L’esaminatore ha risposto con un’altra battuta perché avrebbe voluto confermare la patente di papà per più di un anno». Nonostante il traguardo dei 101 anni, Rodolfo non ha intenzione di scendere dal suo fedele Ape e solo venti giorni fa ha sostenuto l’esame. Anche se i chilometri sono diminuiti e le uscite verso i paesi vicini per trovare gli amici sono meno frequenti, il mezzo a tre ruote resta un fedele compagno e l’occasione di affermare ancora la sua totale autonomia. «Va bacchettato ogni tanto, perché fa come gli pare», sorride il figlio, «ma tenerlo impegnato è il suo segreto. Se gli togli l’autonomia, gli togli la vita. Però visto che si torna bambini, ogni tanto è bene invitarlo alla prudenza».

I festeggiamenti dei 101 anni

Tra il pollaio e la cura della sagrestia a Cerageto, Rodolfo trova ogni giorno un motivo per non stare fermo. Se per i cento anni il paese si era stretto in una festa corale, per i 101 la famiglia ha scelto una linea più sobria, tipica della tempra locale. «Un pranzo in famiglia, niente di troppo sfarzoso: non vogliamo mica abituarlo male!» , scherza Pierluigi. Una battuta che nasconde l’orgoglio per un padre che vive ancora nel suo appartamento sopra quello dell’altro figlio, Giovanni, mantenendo i suoi spazi e i suoi ritmi. «C’è mia cognata che gli fa la lavatrice, lui sale per il pranzo e la cena, ma per il resto sta nel suo appartamento in totale autonomia», racconta ancora Pierluigi.

Il ciclismo e la famiglia

Rodolfo oggi abita un mondo fatto di ricordi nitidi e guarda con distacco la modernità. La sua compagnia è la Tv, che tiene ad alto volume per seguire la Messa o le grandi corse di ciclismo, dal Giro d’Italia al Tour de France. «Non gli piace molto commentare quello che accade nel mondo di oggi - prosegue Pierluigi - raramente segue in tv un gioco o un film, mentre il ciclismo ancora lo cattura». Ma la vera gioia arriva dalle nuove generazioni. Ad aspettarlo per il pranzo di oggi c’erano i figli, i quattro nipoti (Alessia, Elena, Elisa e Ilaria) e i due bisnipoti (Cristina e Daniele) , con un terzo "nuovo acquisto" che è già in arrivo. «È un brontolone, come tutti i garfagnini. Siamo gente tosta, d’altronde», conclude il figlio. E a vederlo salire ancora una volta sul suo Ape, con lo sguardo fisso sulla strada e il cuore rivolto alla sua comunità, non si può che dargli ragione: Rodolfo è la prova vivente che in Garfagnana il tempo, se ti vede impegnato, decide di portarti rispetto.

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