Emily in... Lucca? Forse sì: mercoledì casting Netflix
Selezioni il 15 aprile a San Romano per comparse tra i 18 e i 65 anni
LUCCA. Emily in… Lucca? Possibile. Il 15 aprile, all’auditorium di piazza San Romano, si terranno i casting per la nuova serie Netflix che sarà girata tra Lucca e Firenze a partire da maggio (primo ciak in città il 13 maggio). Massimo riserbo da parte della produzione sul titolo, ma gli indizi portano in una direzione precisa: potrebbe essere proprio la serie con Lily Collins, fenomeno globale e tra i maggiori successi della piattaforma. Andiamo con ordine.
La nota diffusa da Casting Arts parla chiaro: la produzione è alla ricerca di comparse tra i 18 e i 65 anni, provenienti da diversi contesti culturali e nazionalità – italiani, americani, giapponesi, tedeschi, francesi e altri ancora – per le riprese in programma dal 13 maggio al 19 giugno 2026. Il casting si svolgerà mercoledì 15 aprile, dalle 9 alle 19, all’auditorium di San Romano. Per chi verrà selezionato è prevista regolare retribuzione secondo il contratto nazionale dello spettacolo.
«Siamo orgogliosi della grande opportunità che Lucca avrà con l’arrivo di Netflix – dichiarano il sindaco Mario Pardini e l’assessore al Turismo Remo Santini – una nuova e davvero prestigiosa occasione per promuovere l’immagine della città nel mondo». Parole che dicono molto, pur senza dire tutto.
Cosa sappiamo con certezza? Poche cose, ma sufficienti per stringere il cerchio delle opzioni: si tratta di una serie Netflix, internazionale, con stagioni precedenti già alle spalle e ambientata nel presente. Non una produzione nuova, dunque, ma un titolo consolidato, capace di muovere troupe importanti e centinaia di comparse.
Sulla base di questi elementi, le candidate si riducono a quattro: Emily in Paris, Ripley, Lupin e The Diplomat. Sarà una di queste. Ma una, più delle altre, sembra mettere insieme tutti gli indizi.
La favorita è proprio Emily in Paris. La quinta stagione ha già portato la protagonista in Italia, tra Roma e Venezia, con riprese che hanno coinvolto centinaia di figuranti. E proprio in quei casting era stata coinvolta Casting Arts, la stessa agenzia che ora cura la selezione per Lucca. Non è un dettaglio secondario: il tipo di annuncio – grande numero di comparse, provenienze internazionali, contesto urbano e turistico – è perfettamente coerente con il modello produttivo della serie creata da Darren Star. C’è di più. È notizia di questi giorni l’avvio della produzione della sesta stagione, con riprese previste proprio a partire da maggio 2026. Si sa che la nuova stagione porterà la protagonista ancora in viaggio per l’Europa – tra Monaco e la Grecia – e non è affatto escluso che la trama la conduca anche in Toscana, tra Firenze e Lucca. Una scelta che avrebbe una sua logica narrativa, oltre che visiva.
Le alternative, invece, appaiono meno convincenti. Ripley, pur essendo ambientata in Italia e tratta dai romanzi di Patricia Highsmith, non ha al momento una seconda stagione annunciata e, soprattutto, è una serie dal taglio più intimo, con poche figurazioni di massa. The Diplomat ha un’ambientazione anglo-americana, legata a ambasciate e palazzi istituzionali: difficile immaginare un casting così ampio e “turistico”. Resta Lupin, che per struttura internazionale potrebbe anche adattarsi, ma la quarta stagione è già uscita e della quinta, al momento, non ci sono segnali concreti.
Intanto Lucca si prepara a diventare set. Non è la prima volta: nel 2025 la città aveva già ospitato due produzioni Rai: Le libere donne e L’altro ispettore. Entrambe hanno ottenuto un buonissimo riscontro da critica e pubblico. Ma in questo caso il salto è evidente, sia per dimensioni che per visibilità internazionale. E c’è un altro elemento da sottolineare: Lucca non sarà una semplice controfigura di un generico “scenario italiano”. Sarà se stessa. Le sue piazze, le sue mura, le sue vie entreranno nella narrazione, diventando parte integrante della storia. Se davvero sarà Emily in Paris, allora la città non farà solo da sfondo, ma da tappa di un racconto globale, capace di raggiungere milioni di spettatori. l
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