Il Tirreno

Lucca

Il caso

Microchip incastrato nelle orecchie per l’esame della patente: viene scoperto ma non riesce a levarlo e finisce in ospedale

di Luca Tronchetti

	Un'aula in una foto di archivio
Un'aula in una foto di archivio

Il giovane, 23 anni, munito di un ricetrasmittente, aspettava i suggerimenti per i quiz: gli agenti della polizia lo hanno portato prima in questura, poi al pronto soccorso

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Quando la tecnologia anziché agevolarti ti manda… in ospedale. É accaduto e poco meno di un mese fa nella sede della Motorizzazione Civile in viale Luporini in occasione della sessione di un esame di teoria per conseguire la patente di guida.

Il candidato – un giovane di 23 anni originario della Cina, nato in Campania e residente a Prato – ha inserito all’interno delle cavità delle orecchie un micro apparecchio ricevente che, una volta scoperto durante l’esame, non è riuscito più a togliere tanto che gli agenti della polizia, che lo avevano preso in consegna e accompagnato in questura, sono stati costretti ad accompagnarlo al pronto soccorso dove i medici del reparto otorinolaringoiatra hanno rimosso il tappo di cotone in cui erano stati avvolti i corpi estranei.

I fatti

A metà febbraio il giovane si è presentato all’esame di teoria per il conseguimento della patente di guida munito di ricetrasmittente con microfono incorporato e una Sim operatore Tim occultata all’interno del cappuccio della felpa indossata. E, per comunicare con l’esterno, si era fatto installare del padiglione auricolare un dispositivo di ricezione con lo scopo evidente di ottenere suggerimenti da un conoscente esterno durante lo svolgimento dell’esame.

I controlli precedenti

Non è la prima volta che alla Motorizzazione Civile di Lucca si pongono in essere tentativi di truffa per eludere gli esaminatori e superare l’esame di guida. Tra marzo e aprile 2024 ci provarono due giovani nigeriani, sempre residenti a Prato, sempre vestiti con felpe e camicie all’interno delle quali avevano occultato delle microcamere attraverso le immagini un suggeritore piazzato all’esterno dell’edificio mentre nel 2021 era accaduto che un giovane indiano, poi condannato a nove mesi di reclusione, aveva mandato un amico più preparato di lui a sostenere l’esame fornendogli documenti fasulli.

Visti i precedenti i controlli alla Motorizzazione Civile si sono fatti più stringenti. Così appena il candidato ha fatto il suo ingresso nell’aula dove avrebbe dovuto sostenere l’esame scritto, la guardia giurata incaricata all’ingresso di controllare gli esaminandi con l’ausilio di un metal detector ha bloccato il ventitreenne residente a Prato dopo che l’apparecchio, rilevando la presenza di metalli ferrosi, si è messo a suonare.

La scoperta

Inizialmente ha negato al vigilante di avere oggetti metallici. Ma poi ha ammesso di aver occultato nella felpa la ricetrasmittente e di non volerla lasciare fuori dal locale dove avrebbe dovuto dare l’esame. A quel punto è intervenuta una volante della polizia che accompagnava il giovane in questura e poi al pronto soccorso sequestrando l’apparecchio e denunciandolo in procura.

Primo piano
La decisione

Toscana, maxi squalifica per allenatore dei ragazzini: ha rinchiuso l’arbitro nello spogliatoio

di Redazione web
Speciale Scuola 2030