Lucca, franano le colline dei vip: «Rischiamo l’isolamento» – Strade chiuse e residenti in allarme: la mappa del dissesto
A Pieve Santo Stefano interi tratti di strada crollati sulle principali direttrici di accesso alla frazione: via Nubache, chiusa da oltre 2 anni, e via Pieve S. Stefano, venuta giù un anno fa
LUCCA. Un facoltoso magnate dell’Est Europa ha comprato due casali, appena sotto il ristorante Vipore, trasformandoli in ville con parco e piscine. Più su, alla Tenuta Forci, i nuovi proprietari (anche loro stranieri) hanno investito milioni per valorizzare quella che era già una reggia e farne un paradiso per, appunto, milionari. Ma basta chiedere in giro per avere la conferma che su queste colline hanno lasciato il cuore e in qualche caso messo radici attori, registi, imprenditori e professionisti facoltosi. Italiani e stranieri. Senza contare chi ci viene in vacanza e chi storicamente ha fatto di questo angolo di Lucchesia la sede di aziende agricole famose anche oltre i confini nazionali per le produzioni di vino, miele, olio. Turismo, agricoltura, ristorazione: in poche parole un’economia florida e posti di lavoro. Benvenuti a Pieve Santo Stefano. Se riuscite ad arrivarci. Già, perché le strade che portano fin quassù – dove la vista è mozzafiato (dalla Tenuta di Forci si vede il mare fino a Livorno), il cibo indimenticabile, l’aria pulita – franano. E in alcuni casi sono già chiuse da tempo. In una parola si rischia l’isolamento e residenti e imprenditori della zona sono preoccupati.
Rischio isolamento
Li incontriamo insieme al consigliere comunale, capogruppo del Pd a Lucca, Vincenzo Alfarano, di fronte al ristorante Vipore, locale storico e frequentato da numerosi vip. «Siamo preoccupati – esordisce Paolo Gianni, amministratore della Tenuta Maria Teresa – Dal punto di vista turistico Lucca non è più solo la città ma anche le sue colline. Ci sono almeno 200 camere affittate qui intorno tra aprile e ottobre, senza contrae gli eventi per le degustazioni, i ristoranti importanti, le aziende che producono vino, olio, miele. Se si blocca la strada la stagione è compromessa per noi e per la città: la situazione è da prendere in mano con somma urgenza». Pieve Santo Stefano, ad oggi, si raggiunge da via Piana, dove un movimento franoso ha spaccato l’asfalto e l’amministrazione comunale è dovuta intervenire in somma urgenza nei giorni scorsi. Oppure da via delle Foreste: poco più di una mulattiera, in mezzo al bosco e già in passato interessata a cedimenti. Impraticabile, da due anni e mezzo, l’altra strada: via delle Nubache. Da circa un anno invece, viene giù un versante della collina sopra via Pieve Santo Stefano: la frana è attiva e un bel pezzo di strada non c’è più, trascinata a valle con terra e vegetazione. Muoversi per le consegne o solo per arrivare al lavoro è diventata un’impresa. Ma non è solo questo: alcuni movimenti franosi si trovano a ridosso delle costruzioni e tra i residenti c’è già chi si è rivolto a un avvocato a fronte di situazioni di oggettiva pericolosità.
Via delle Nubache
Due anni e mezzo fa via delle Nubache è stata chiusa per consentire alcuni lavori su un ponticello pericolante dove, in effetti, sono in azione le ruspe. Il punto però è che questa strada rischia di non riaprire perché nel frattempo è franata in più punti. Il primo, nella parte alta, si è portato via metà carreggiata. Il secondo movimento franoso, prima del cantiere per il ponte, ha trascinato a valle quasi tutta la strada per diversi metri. Lungo il percorso alberi caduti e, soprattutto, lunghe crepe «che dimostrano – spiegano i cittadini – come ci sia il rischio di nuovi cedimenti». In due anni e mezzo di chiusura non è stato fatto nulla, neppure la manutenzione: canali di scolo pieni di fango e foglie, asfalto crepato. E in più «visto che la strada è chiusa – raccontano ancora i residenti – si danno appuntamento qui spacciatori e drogati, così non siamo neppure più tranquilli quando usciamo o rientriamo a casa».
Via Pieve Santo Stefano
Situazione grave anche in via Pieve Santo Stefano, nei pressi dell’incrocio con via delle Foreste. La strada ha cominciato a venire giù il 16 aprile dello scorso anno. Adesso non c’è letteralmente più, per diversi metri. «È chiusa a valle – spiegano i residenti – ma non è segnalata bene e tutti i giorni decine e decine di mezzi si trovano di fronte alla strada chiusa e sono costretti a tornare indietro e fare il giro da Sant’Alessio per risalire poi da via Piana». È capitato anche a mezzi di soccorso chiamati per una emergenza sanitaria. Lì accanto vive Giovanna Tronco che con il marito è proprietaria dell’azienda Fabbrica di San Martino: «La frana si vede bene sopra la strada, che ormai non c’è più: la situazione è andata peggiorando e lo scivolamento della collina minaccia una chiesetta del Settecento e il vicino cimitero che rischiano di venire giù». La strada, interrotta a valle, più in alto verso la Tenuta di Forci non è messa meglio. Prima di raggiungere la villa che fu dei Buonvisi la carreggiata si restringe a causa dell’asfalto che scivola via, tenuto a mala penadalle radici di alcuni alberi. Ma anche qui il passaggio di un mezzo di soccorso, come ad esempio l’autobotte dei vigili del fuoco, sarebbe problematico.
Via Piana
Dunque non resta che via Piana. Ma anche questa, in un tratto, proprio negli ultimi giorni ha dato segnali di allarme costringendo l’amministrazione comunale a intervenire in più occasioni per “ricucire” l’asfalto mal messo. «In via Piana la frana è attiva. Quello che chiediamo è un intervento immediato ed efficace – continuano i residenti – non possiamo permetterci di veder chiudere anche questa strada». E aggiungono: «Non sappiamo quando sarà possibile riaprire le altre strade ma almeno occorre che venga fatta manutenzione, in modo serio, altrimenti la situazione non potrà che peggiorare».
Gli stimoli
«Amministrare è una questione di scelte – commenta il capogruppo Pd Alfarano – Se i soldi vengono investiti da una parte non puoi poi metterli da un’altra. Si prevedono milioni di euro per realizzare grandi opere ma non viene fatta la manutenzione con la conseguenza che si tagliano fuori le zone periferiche e collinari».
Gli interventi
Rispetto all’emergenza di via Piana, asfaltata un anno fa e per la quale fino ad ora non c’erano stati problemi, qualcosa si è mosso. Già fatti i primi interventi di contenimento delle fenditure e i rilevamenti geologici e sismici per «progettare e mettere in atto l'intervento più opportuno per risolvere il problema» ha spiegato l’assessore Nicola Buchignani, alle prese – anche a causa delle piogge dell’ultimo periodo – con più di una emergenza. «Purtroppo gli interventi su grandi fronti franosi richiedono progettazioni e lavori molto costosi che necessitano di almeno un anno di tempo per arrivare al cantiere, come abbiamo fatto su via di Castagnori fra 2023 e 2024 – prosegue – L'amministrazione è impegnata al massimo per accorciare i tempi. Dopo l'affidamento, già a marzo apriremo il cantiere sul tratto di via per Pieve Santo Stefano interrotto da una grande frana dello scorso anno. Sono in fase molto avanzata i lavori di rifacimento del ponticello di via delle Nubache, abbiamo vinto un bando da 5 milioni di euro che ci consentirà di intervenire su una frana nel tratto alto di via delle Nubache e un altro più piccolo movimento su via per Pieve Santo Stefano».
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