In Toscana condannato il bracconiere degli uccelli: la “rete” e i richiami – Così li catturava vivi
Un 79enne di Altopascio condannato a 3 mesi di arresti e 5mila di versamento alla parte civile
ALTOPASCIO. Alla fine gli conveniva stare a casa e non coltivare la passione per quella che l’esercito delle doppiette definisce l’arte venatoria.
La condanna
Sorpreso a cacciare con mezzi vietati, dalla rete per l’uccellagione ai richiami acustici, un 79enne di Altopascio è stato condannato a 3 mesi di arresto e a versare 5mila euro alla parte civile che si era costituita nel processo, la Lega per l’abolizione della caccia.
L’origine della vicenda
Una storia iniziata nell’ottobre 2022 e che è arrivata fino in Tribunale dove il giudice Gianluca Massaro ha pronunciato la sentenza di condanna per l’imputato che, tra pagamento dei danni agli animalisti e la notula da saldare al suo legale, dovrà rinunciare a diverse migliaia di euro. Un passatempo pagato a caro prezzo per aver catturato cinque tordi, di cui uno trovato morto da chi era intervenuto sul posto.
L’appostamento e i mezzi vietati
L’uomo, un pensionato amante della caccia, si apposta in un’area dove sa di poter trovare le sue prede volatili. Ma non vuole sparare. I bersagli li vuole vivi. Per venderli o mangiarli poco importa. Fatto sta che piazza una rete per catturare gli uccelli. Poi attiva un richiamo acustico per far convogliare i suoi obiettivi nella trappola allestita in aria.
L’intervento dei volontari
La sfortuna per l’uomo si materializza sotto forma di volontari del Wwf. Nel corso di un controllo in zona sorprendono l’uomo con il suo kit illegale. E lo denunciano.
La sentenza
Il resto è un racconto che non ha avuto bisogno di tante argomentazioni. Palese la violazione di legge, stangato per risarcire la parte civile il cacciatore di tordi con mezzi da bracconaggio.
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