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Lucca, cancellata la scritta su Gaza dalla scultura di Pierotti

di Gianni Parrini
Lucca, cancellata la scritta su Gaza dalla scultura di Pierotti

Ignoti in azione nella notte sulla rotatoria fuori porta Sant’Anna. L’artista: «Un gesto non casuale». E tira in ballo il Comune

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LUCCA.  La scritta non c’è più. Dove fino a ieri campeggiava, netta e provocatoria, la frase “Oggi è domenica, domani si muore a Gaza”, accompagnata dalla bandiera palestinese, oggi resta soltanto la superficie spoglia in corten dell’opera “Oltre le radici”, al centro della rotatoria fuori porta Sant’Anna. Una cancellazione avvenuta nella notte, in modo silenzioso e tutt’altro che improvvisato, che riaccende una polemica mai davvero sopita attorno a una delle opere pubbliche più controverse della città.

A sparire non è stata una semplice scritta, ma l’ultimo intervento su una scultura che il suo autore, Stefano Pierotti, ha sempre rivendicato come “opera viva”, soggetta a trasformazioni e riletture nel tempo. Un’azione che, secondo le prime ricostruzioni, non sarebbe stata una bravata estemporanea. «Non è una cosa che può passare inosservata – spiega Pierotti – per cancellare quella scritta servono tempo e una grande quantità di solvente».

A intervenire sarebbero stati ignoti cittadini, ma la loro identità potrebbe non restare a lungo un mistero. Ammesso che la si voglia davvero scoprire. Le telecamere di videosorveglianza che da viale Luporini inquadrano la rotatoria avrebbero infatti immortalato l’azione. I filmati sono già stati visionati dagli agenti della polizia municipale. Un dettaglio che l’artista conosce bene: «Le telecamere lì ci sono, lo so per esperienza. La prima volta risalirono subito alla mia macchina e mi portarono anche in questura», ricorda, riferendosi ai precedenti interventi sull’opera effettuati da lui stesso.

Pierotti dice di essere rimasto sorpreso dalla notizia. «Nessuno mi ha avvisato, nessuno mi ha contattato. Ho scoperto tutto stamattina», racconta. E aggiunge un elemento che sposta la vicenda su un piano più delicato: «Qui si può parlare di oltraggio, perché quella era la bandiera di uno Stato. Uno Stato che – sottolinea l’artista – è stato riconosciuto proprio in questi giorni dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani».

La storia di “Oltre le radici” è da sempre segnata da tensioni. Inaugurata nel 2019 come monumento all’emigrazione lucchese, l’opera aveva già fatto discutere per la collocazione, ritenuta non adeguata dall’autore. Da lì, una lunga sequenza di interventi: nel 2021 Pierotti taglia le foglie dell’albero e aggiunge la frase pasoliniana “Oggi è domenica, domani si muore”. Nel marzo 2023, dopo la tragedia di Cutro, la scritta si aggiorna: “Oggi è domenica, domani si muore in mare”, trasformando l’opera in un atto di denuncia contro le morti dei migranti nel Mediterraneo. Scoppiano le polemiche, interviene anche Vittorio Sgarbi: durante una visita a Lucca il critico elogia pubblicamente l’opera e difende l’autore, arrivando a definirlo “il Banksy di Lucca”.

L’ultimo passaggio risale al maggio 2025, quando l’artista modifica nuovamente la frase in “Oggi è domenica, domani si muore a Gaza” e vi aggiunge la bandiera palestinese, in riferimento agli attacchi dell’esercito israeliano. Un gesto non gradito dall’amministrazione comunale di centrodestra, guidata dal sindaco Mario Pardini, che cerca di ridurne l’impatto visivo collocando alcune fioriere davanti alla scultura.

Ora la cancellazione notturna rimette tutto in discussione. Pierotti non nasconde l’amarezza: «Spero che scoprano i responsabili, ma non so quanti in Comune abbiano davvero interesse a individuarli». E conclude con una riflessione che suona come una sfida: «Mi piacerebbe che qualcuno rivendicasse il gesto. Almeno sarebbe chiaro il perché. Intervenire di nuovo? Non ci ho pensato, la cosa è talmente fresca che non ho avuto ancora il tempo di riflettere».

Resta il vuoto lasciato da una scritta che, nel bene o nel male, aveva riportato Gaza, la guerra e le responsabilità collettive al centro dello spazio pubblico. A Lucca, anche una rotatoria può diventare un campo di battaglia simbolico. E “Oltre le radici”, ancora una volta, si conferma un’opera incapace di restare in silenzio.
 

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