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Vagli, Puglia sfida gli ambientalisti: «A breve apriremo altre due cave»


	Il sindaco di Vagli, Mario Puglia
Il sindaco di Vagli, Mario Puglia

Le aree interessate sono nel bacino di Boana e in quello di Colubraia

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VAGLI. «A breve saranno aperte due cave di marmo». 
È l’annuncio del sindaco Mario Puglia all’indomani dei pronunciamenti dei Tribunali favorevoli al Comune ottenuti dallo studio legale Cardone-Buffoni, storico braccio operativo dell’amministratore e personale del primo cittadino nelle sue battaglie giudiziarie.

I legali, spiega Puglia, «hanno ottenuto giuridicamente il dissequestro di una cava nel bacino di Boana. Una schiacciante vittoria al Consiglio di Stato anche per un’altra cava nel bacino di Colubraia. Fatti non parole poiché è stata portata coesione e il bene comune sempre avanti nel consiglio comunale di maggioranza e minoranza».

Per il sindaco l’apertura delle cave e, più in generale la sua politica nel settore marmifero, «produce posti di lavoro e benessere per la nostra comunità. In 30 anni d’amministrazione nessun disoccupato: dai 16 occupati negli anni 2000 nel lapideo, oggi con l’indotto locale oltre 450 maestranze lavorano nel marmo a Vagli. Fatti non parole – ricorda su Facebook -. Oltre 50 milioni di fatturato prodotto dalle società estrattive del comune di Vagli».

È storia passata e attuale, la contestazione degli ambientalisti all’attività di Puglia che agli occhi delle associazione ecologiste viene dipinto come un nemico del territorio.

Di recente Legambiente ha annunciato l’appoggio all’iniziativa promossa dalle associazioni del territorio che hanno chiesto l’annullamento, in via di autotutela, dell’atto autorizzativo al piano di coltivazione delle cave Suspiglionica-Prunelli-Piastrina. A loro dire l’ennesimo colpo all’ambiente.

«Confidiamo che il Parco svolga una seria valutazione di tali criticità che, ove fossero confermate, dovrebbero a nostro avviso portare all’annullamento in autotutela del Paur – era l’appello -. Il Parco Regionale delle Alpi Apuane non può infatti trasformarsi in un ente di facilitazione delle attività estrattive».

Ma il sindaco Puglia tira dritto per la sua strada: «Nel rispetto della legge, e dove previsto dalla pianificazione negli strumenti urbanistici, è doveroso creare posti di lavoro. Il no a prescindere blocca il territorio e le risorse. Difendo il diritto di estrarre in modo responsabile e bilanciato nel territorio»l




 

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