Scuola, c’è l’incognita tempo pieno: l’allarme nel comprensivo Lucca 2
La denuncia di una madre: «C’è il rischio di non avere abbastanza iscritti». Anche a San Lorenzo a Vaccoli c’è il timore di non raggiungere il numero di alunni necessario per la prima
LUCCA. Le iscrizioni per l’anno scolastico 2026/27 partono giusto oggi e chiudono il 14 febbraio. Un mese di tempo per scegliere la scuola che dovranno frequentare i figli, ma la parola che gira tra i genitori al momento è una: incertezza. A pesare è il quadro generale del calo demografico che, nell’anno in corso (2025/26), si è tradotto – su scala provinciale – in mille alunni in meno, con il conseguente taglio di classi e docenti. Per il prossimo anno non ci sono ancora dati, perché appunto le domande non sono state presentate, ma proprio l’esperienza recente alimenta la preoccupazione. E se i numeri non reggono, a saltare non sono solo le classi, ma i servizi.
E tra i servizi il più “fragile” – perché richiede organici e organizzazione dedicati – è spesso il tempo pieno. È questo il cuore della segnalazione inviata da una mamma di una bambina di cinque anni residente a Santa Maria del Giudice, alle prese in questi giorni con la scelta della primaria dentro il comprensivo Lucca 2, quello che copre la parte sud della città e conta quattro scuole primarie: San Concordio – la più grande – Sorbano del Vescovo, San Lorenzo a Vaccoli, Santa Maria del Giudice.
Nel comprensivo, scrive la madre, tre scuole sono a tempo modulare (o corto) e una sola è a tempo lungo: proprio la primaria di Santa Maria del Giudice. Il punto è che, secondo le informazioni raccolte tra famiglie e territorio, quella scuola potrebbe non raggiungere il numero minimo di iscritti per formare la classe, ovvero 15 iscritti. Se accadesse, non sarebbe solo la sorte di un plesso a cambiare: verrebbe meno l’unica opzione di tempo pieno dell’intero comprensivo Lucca e dunque di tutta la zona sud di Lucca.
Una opzione che, per molte famiglie, non è una preferenza ma una necessità, soprattutto per genitori che lavorano. Il tempo pieno significa mensa, rientri e un’organizzazione scolastica pensata per coprire l’intera giornata. Senza, la “coperta” si accorcia e il pomeriggio diventa un problema esterno alla scuola: baby-sitter, nonni (quando ci sono), oppure cooperative e doposcuola a pagamento. Ed è qui che la mamma parla chiaro: «Mi sembra ingiusto e assurdo – scrive – che venga chiusa l’unica scuola a tempo lungo del comprensivo Lucca 2 e che noi genitori lavoratori siamo poi costretti a pagare una cooperativa che tenga i bambini per la mensa e il pomeriggio».
Il secondo nodo, collegato, riguarda San Lorenzo a Vaccoli, altra scuola che – secondo la lettera – rischierebbe di non arrivare ai numeri per formare una nuova prima (ovviamente a tempo corto) a meno di “pescare” seconde scelte da chi vorrebbe Santa Maria del Giudice. Ma anche qui l’anno prossimo si preannuncia complicato: la mamma riferisce che San Lorenzo dovrebbe utilizzare gli spazi della scuola di Santa Maria del Giudice perché accoglierà temporaneamente un asilo in ristrutturazione. E sullo sfondo – sempre secondo la segnalazione – circolerebbe già una proposta per trasformare in futuro quel plesso in una struttura 0-6 (nido e materna), con il rischio che la primaria venga ridimensionata o chiusa nel medio periodo.
Risultato: famiglie chiamate a iscrivere bambini di sei anni con il dubbio di doverli poi vedere spostati, magari più volte nel ciclo dei cinque anni. «Mi sembra poco serio nei confronti dei bambini – scrive – sottoporli a più spostamenti durante i 5 anni di scuola e rischiare anche uno smembramento della classe con cambio insegnanti in itinere». E rilancia una soluzione di buon senso: se una classe di San Lorenzo dovesse comunque partire “appoggiandosi” a Santa Maria del Giudice, tanto varrebbe – osserva – decidere subito che quel percorso resti lì per tutto il quinquennio, evitando traslochi a metà strada.
In parallelo, restano le altre due primarie, Sorbano del Vescovo e San Concordio, dove la criticità – si teme – potrebbe essere opposta: sovraffollamento se l’offerta si restringe.
La domanda finale è politica e amministrativa, non solo “di quartiere”: è possibile garantire il tempo pieno nel comprensivo Lucca 2 anche se i numeri calano? E, se non altro, è possibile dare una rotta chiara sulle sedi e sulla stabilità delle classi, invece di lasciare che ogni primavera le famiglie scoprano cosa succede “all’ultimo”?
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