Lucca, scatta l'allarme gang giovanili: tre gruppi pericolosi in città – L’analisi del fenomeno dopo le ultime aggressioni
Composte da minorenni con basi a Sant'Anna, San Vito e San Concordio. Ma la polizia ha individuato, denunciato o arrestato i rispettivi leader
LUCCA. Per la polizia non si tratterebbe di vere e proprie baby gang organizzate in modo sistematico per commettere reati come furti e rapine, atti vandalici o ripetuti atti di microcriminalità, ma «gruppi giovanili deviati» composti da infradiciottenni (ragazzi tra 14 e 18 anni) solitamente con un leader riconosciuto, quasi sempre di poco più grande (un maggiorenne di 18-22 anni) che si comportano in modo aggressivo come una sorta di “bulli” di quartiere detenendo anche armi da taglio (in genere coltelli svizzeri, ma anche con lame decisamente lunghe e acuminate) per intimidire coetanei e provocare danni a cose o edifici pubblici o compiere ruberie di prodotti in negozi o supermercati. Un fenomeno che negli uffici di via Cavour – con in testa lo stesso questore Edgardo Giobbi – non sottovalutano, ma nemmeno tendono a ingigantire dando la dovuta rilevanza. Un fenomeno diffuso – che esiste in tutte le città italiane – che è stato attentamente monitorato con tanto di provvedimenti (arresti, denunce e segnalazioni) già eseguiti nei confronti dei capi delle tre distinte gang individuate in altrettante zone della periferia cittadina dove si riuniscono o provengono e composte da 4-5 elementi under 18.
Analisi investigativa
Gli avvenimenti dell’ultimo anno e mezzo – dall’accoltellamento a un pensionato di 78 anni in via del Battistero a quello ai danni di un ultrasessantenne a Massa Pisana sino alle aggressioni gratuite per uno sguardo di troppo ai danni di giovani studenti – che hanno visto protagonisti dei minorenni, hanno portato la squadra Volante a monitorare il fenomeno in modo analitico.
I tre gruppi
Sono tre le direttrici seguite dagli inquirenti: S. Vito, S. Anna e S. Concordio. Nella stragrande maggioranza dei casi gli appartenenti alle gang sono adolescenti italiani di seconda generazione. Hanno origini nordafricane o comunque sono extracomunitari nati o cresciuti nei dintorni della città con problemi d’inserimento nel tessuto sociale e con famiglie problematiche alle spalle. Il disagio e la conflittualità si manifesta nella scuola e tendono ad agire in gruppo. Appropriarsi di oggetti di altri, chiedere con atteggiamento minaccioso piccole somme di denaro a coetanei o mostrare con la forza fisica verso i più deboli la propria leadership è il modus operandi di tutti e tre i gruppi individuati. In quello di S. Vito alla guida della gang, un ragazzo minorenne finito di recente in un carcere minorile, la polizia ha sequestrato un machete. La situazione va decisamente meglio a Viareggio. La gang di Varignano – che aveva compiuto atti di vandalismo e aggressioni – portò a un blitz della polizia in una casa nell’estate del 2024 con tanto di confisca di un machete. Dopo quell’irruzione, nell’anno appena andato in archivio gli inquirenti non hanno registrato grandi problemi di sorta.
