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Servizi e territori

Trasporto pubblico, restano un miraggio i nuovi bus nelle aree disagiate in provincia di Lucca

di Valentina Landucci
Un mezzo per il trasporto pubblico locale (foto d'archivio)
Un mezzo per il trasporto pubblico locale (foto d'archivio)

La gestione va avanti a colpi di proroghe, l’ultima fino a ottobre 2025

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LUCCA. Ancora una proroga, in via emergenziale, del contratto con il quale la Provincia affida alla società Club i servizi di trasporto pubblico locale sulle così dette tratte “a domanda debole”, cioè in quelle aree – non poche in provincia di Lucca – nelle quali la domanda di trasporto è bassa o medio-bassa e i collegamenti sono per spazi e tempi di percorrenza molto ampi. Tutti servizi che restano fuori dalla gestione di Autolinee Toscane (che ha in affidamento il trasporto pubblico locale per la Toscana) e che ormai da tempo la Provincia cerca di affidare, tramite gara, a un nuovo gestore sulla base delle risorse messe a disposizione dalle singole amministrazioni comunali con le integrazioni che man mano vengono erogate dalla Regione. Ma un gestore, per ora, non si trova. Con la conseguenza che il servizio viene garantito a colpi di proroghe del vecchio contratto e senza quei miglioramenti richiesti dalla stessa Provincia e previsti nel nuovo (e al momento inaffidato) contratto di gestione. L’ultima proroga è di pochi giorni fa: consentirà a Club di continuare a prestare servizio fino a ottobre 2025 per un costo di oltre 3 milioni di euro.

La gara deserta

La procedura di affidamento dei servizi sulle tratte a “domanda debole” della Provincia era partito a settembre 2023 con gli atti relativi alla tipologia di collegamenti e relativi costi richiesti al gestore. Nel febbraio scorso l’approvazione del bando di gara per l’affidamento della concessione dei servizi di trasporto pubblico locale su gomma di competenza provinciale mediante procedura ristretta e successivamente, il 6 marzo 2024, l’avviso di gara. In considerazione della tempistica per chiudere la procedura già ad ottobre – per «impedire l’interruzione del pubblico servizio» aveva fatto presente l’ente di Palazzo Ducale – si decise con «un atto di natura emergenziale» di affidare a Club il servizio di trasporto pubblico locale della rete extraurbana di competenza provinciale per il periodo dal 1 novembre 2023 al 30 giugno 2024. Proroga poi seguita da un ulteriore “allungamento” della concessione da luglio fino alla fine del 2024. Se non che la gara è andata deserta: nessuno ha voluto farsi carico della gestione del «lotto unico provinciale» per il quale erano state stanziate risorse per oltre 43 milioni di euro (circa 2 milioni di chilometri da percorrere all’anno di cui il 7% relativo ai servizi tpl flessibili o a chiamata) per un totale di 96 mesi (8 anni). E ora ci risiamo: la nuova gara non c’è, la concessione è in scadenza e poiché sussiste «l’effettiva necessità di scongiurare l’interruzione di pubblico servizio nelle more del reperimento di un nuovo soggetto affidatario del lotto provinciale» si legge negli atti di Palazzo Ducale, i servizi resteranno ancora a Club fino al 31 ottobre 2025.

I costi della fase “emergenziale”

Restano quindi al palo tutte le novità in termini di miglioramento dei servizi che sarebbero potute arrivare con il nuovo contratto di gestione. Ma almeno un bus, anche nelle più sperdute frazioni della provincia, a fare da collegamento con luoghi di studio, lavoro, cura e così via, ci sarà. Per il periodo 1 gennaio 2025 fino al 31 ottobre 2025 il programma di esercizio del servizio di tpl di competenza provinciale prevede un totale complessivo di 1.305.731,65 chilometri da percorrere per un ammontare di 3.159.870,59 euro. Un costo che in parte sarà coperto dalle risorse regionali e in parte dai Comuni. A farsi carico in misura maggiore della cifra necessaria per far viaggiare lucchesi, versiliesi e residenti della Valle del Serchio in bus, cioè 1 milione e 446mila euro di risorse pubbliche, sarà in primis il Comune di Capannori che spenderà complessivamente, tra gennaio e ottobre, 298.918 euro, seguito dai Comuni di Pietrasanta(175.560 euro), Barga (117.783 euro), Camaiore ( 108.218 euro) e Bagni di Lucca (88.584 euro). Minori le quote degli altri Comuni.

Le risorse regionali

Il tema degli “affidamenti in emergenza” non riguarda comunque solo Lucca. Le difficoltà a reperire gestori per servizi impegnativi ma che non promettono guadagni particolarmente rilevanti è diffusa in Toscana. In proposito fa riflettere anche la recente decisione della Regione di andare ad incrementare gli stanziamenti già previsti per il finanziamento delle tratte “a domanda debole”. Le risorse in questione saranno destinate alle «Province di Arezzo (per i comuni del proprio territorio), Lucca, Massa Carrara, Siena e Pisa» spiega la Regione «per complessivi 1.511.341,70 euro per il prolungamento oltre il 31 dicembre 2024 degli affidamenti, con atti emergenziali, dei servizi in area a domanda debole di competenza dei suddetti enti, a garanzia della continuità dei servizi in atto».
 

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