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Daspo annullato a due tifosi di Lucca: il ricorso dopo Spagna-Italia


	Tifosi dell'Italia sugli spalti (Foto d'archivio)
Tifosi dell'Italia sugli spalti (Foto d'archivio)

Il provvedimento adottato dalla questura dopo la partita in Olanda tra Spagna e Italia del giugno 2023

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LUCCA. L’assenza di un’adeguata istruttoria precedente all’emissione dei Daspo porta il Tar ad annullare i provvedimenti adottati dalla questura nei confronti di due lucchesi che il 15 giugno 2023 furono fermati a fine partita fuori dallo stadio “De Grolsch Veste” di Enschede in Olanda dove si era giocato Spagna-Italia, match valevole per la fase finale della Nations League. I due erano stati fermati dalle forze dell’ordine dopo alcuni tafferugli.

La motivazione

Scrive il Tar che «i Daspo ora impugnati, tutti identici nel contenuto, sono stati adottati in carenza di una congrua istruttoria, così come non contengono un’idonea motivazione circa l'iter che ha portato a considerare “provate” le specifiche condotte dei ricorrenti negli eventi di cui si tratta, senza che sussista alcuna documentazione dalla quale è possibile trovare un riscontro alle responsabilità dei ricorrenti». Difesi dagli avvocati Giovanni Adami e Federico Corti, i due hanno argomentato davanti ai giudici amministrativi quanto riferito al Gip nel procedimento penale che «non ha convalidato il provvedimento emesso dalla Questura di Lucca e, ciò, proprio in considerazione dell’assenza di un’idonea istruttoria, non essendo possibile evincere se i ricorrenti siano stati effettivamente identificati e, ancora, quale sia stata la loro effettiva partecipazione».

In conclusione

E ancora il Tar: «L’assenza di una corretta istruttoria trova conferma nel fatto che, successivamente al deposito del ricorso, è intervenuta l’archiviazione del procedimento penale in considerazione del fatto che non ci fossero prove sufficienti sulle responsabilità dei ricorrenti. Risultano condivisibili le argomentazioni contenute nel ricorso, laddove si evidenzia la mancanza di un’idonea istruttoria e di una congrua motivazione, risultando probabile che i provvedimenti siano stati adottati solo sulla base di una generica segnalazione da parte del Ministero degli Interni, senza allegazione di foto, video e annotazioni di sorta».

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