Il Tirreno

Lucca

«La carta si sta fermando» e la colpa è delle bollette

di Silvia Barsotti
Nella foto gli stand del Miac  al Polo fiere (foto Fiorenzo Sernacchioli)
Nella foto gli stand del Miac al Polo fiere (foto Fiorenzo Sernacchioli)

Dalla mostra internazionale del cartario l’allarme e le strategie Lorenzo Poli (Assocarta): «A rischio 19.000 addetti diretti»

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LUCCA. Per il settore carta e cartotecnca il 2024 comincia bene (nei primi sei mesi dell’anno) per la produzione. più 3,6%. Ma sul fronte delle esportazioni (il mercato di riferimento è quello Europeo per il 92% del giro d’affari) le cose vanno peggio del 2023: meno 13,6% (contro il meno 11,9% dell’anno precedente). Sostanzialmente stabile (-0,2%) la produzione nella prima metà del 2024 per il settore delle macchine per l’industria cartaria che fa registrare però un significativo aumento (più 32%) nell’export (rivolto principalmente a Europa per il 45% e America con il 31%).

Numeri che dicono molto ma non dicono tutto delle questioni – enormi – aperte sul tavolo degli imprenditori, grandi e piccoli, del distretto cartario di Lucca e Pistoia, riuniti insieme ai colleghi di tutta Italia (e non solo) a Lucca per la trentesima edizione del Miac, la Mostra Internazionale dell’Industria Cartaria inaugurata ieri al polo fiere di Lucca e si chiuderà domani.

Questioni enormi, dicevamo. Esattamente quelle che fanno dire a Lorenzo Poli, presidente dell’Associazione Nazionale Assocarta, intervenuto sull’andamento del settore cartario, che «siamo in un punto difficile. Il nostro Paese è sempre stato un campione europeo in questo settore, si è guadagnato il secondo posto grazie alla sua sostenibilità dal punto di vista ambientale, ma anche al forte utilizzo di materie prime e sulla decarbonizzazione. Il settore si sta, però, fermando. Dobbiamo rispondere rapidamente all'attenzione che gli Stati limitrofi ed extra UE prestano alle bollette di gas ed elettricità delle rispettive industrie energivore per rimanere competitivi. A rischio 19.000 addetti diretti, impiegati in 152 impianti cartari, ma se estendiamo il dato alla filiera che gli addetti complessivi sono oltre 160.000».

La Mostra

Al taglio del nastro della trentesima edizione del Miac, alla presenza delle autorità provinciali e regionali, si è discusso soprattutto di questo: competitività, costi energetici e decarbonizzazione. Le chiavi del motore, passateci il parallelo, che dovrebbe far ripartire il cartario quasi fermo, come lo definisce Poli. Con lui, al tavolo inaugurale, c’erano Piero Gattoni, del Consorzio Italiano Biogas; Fabrizio Penna, Capo Dipartimento dell'Unità di Missione per il Pnrr del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica; Attilio Punzo, della Direzione Monitoraggio Operativo e Data Management del Gse e Tiziano Pieretti, vicepresidente di Confindustria Toscana Nord.

Il Distretto Lucca-Pistoia

A Lucca, la fetta più grande della produzione del distretto cartario è rappresentata dalla carta tissue, che comprende articoli come carta igienica, rotoli da cucina, fazzoletti, tovaglioli, lenzuolini, rotoli industriali e tovaglie. Vi è inoltre una significativa produzione di carta per cartone ondulato, sia in fogli che in scatole, oltre a macchine per l’industria della carta e del cartone. In totale, le imprese del settore sono 332, con 10.857 occupati e un fatturato di 5.900 milioni di euro. Inoltre, l'export ammonta a 2.012 milioni di euro. Di queste imprese, 235 sono quelle attive nella produzione di carta e cartotecnica, la cui produzione industriale ha registrato un più 3,6% tra gennaio e giugno 2024. Bene ma non benissimo: le esportazioni continuano a diminuire: dopo il più 61,3% del post pandemia nel 2022 si arriva al meno 13,6% (parziale) di quest’anno. Questo crollo, hanno spiegato i relatori, è dovuto principalmente all’aumento dei costi energetici, aggravato dalle attuali tensioni geopolitiche e dai conflitti armati in corso in diverse parti del mondo. Facendo riferimento alle macchine per l’industria cartaria, nei territori di Lucca e Pistoia operano 97 imprese e la produzione industriale ha segnato un meno 0,2%. Tuttavia, le esportazioni hanno registrato un significativo aumento del 32,3%, compensando ampiamente il calo dell'anno precedente, che era stato del 17,5%.


 

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