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Altopascio, faccia a faccia con i ladri in cucina: «Li ho messi in fuga, ma che paura»

di Pietro Barghigiani
Altopascio, faccia a faccia con i ladri in cucina: «Li ho messi in fuga, ma che paura»

Il racconto del raid in una casa a Badia Pozzeveri: erano due incappucciati

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ALTOPASCIO. «Li ho interrotti quasi subito. Non voglio pensare a cosa sarebbe successo se fossero arrivati in camera, magari con un coltello».

Chi parla è il proprietario di un’abitazione di campagna a Badia Pozzeveri che si è ritrovato di sera faccia a faccia con due ladri incappucciati. Non avevano pistole o coltelli. Solo le torce per rovistare tra mensole e cassette e la carica di violenza che solo un’intrusione nell’intimo di una casa può provocare.

Nessuno scontro fisico, ma tante urla. Le grida dell’uomo, un 51enne che lavora per un ente pubblico nel comune di Capannori, sono servite a far fuggire i banditi. Li ha anche inseguiti finché ha potuto. Poi quando uno dei due ha imbracciato un bastone minacciando di usarlo, il proprietario non ha voluto forzare una situazione in cui si era già spinto anche troppo. Alla fine gli hanno rubato 200 euro, un cellulare e tessere bancomat dopo essere entrati spezzando il cilindretto della serratura della porta. «È successo intorno alle dieci di sera – racconta il 51enne – Ho sentito il cane abbaiare in maniera insistente. Di solito lo fa perché abitando in campagna e con un giardino capita che senta gli animali in giro. Dal primo piano sono sceso in cucina e ho incrociato due persone incappucciate che mi hanno puntato contro delle piccole torce. Uno alla mia destra e uno a sinistra. Guardavano nei cassetti e sulle staffe».

Il proprietario ha cominciato a gridare. E ha pensato alla moglie e al figlio di 4 anni al piano di sopra.

«Sono rimasti in silenzio per poi scappare – prosegue il derubato – Li ho rincorsi sul terreno intorno all’abitazione. Uno è caduto inciampando nel cavo d’acciaio che ho nell’orto per coltivare le fragole. È finito sotto un poggio facendo un volo di almeno cinque metri. Ho sentito una botta quando è finito a terra. L’altro era più vicino a me. Mi ha puntato un bastone. Allora ho fatto un passo indietro. Fino a quel momento entrambi aveva tenuto il cappuccio. Uno se l’è tolto. Aveva non più di 40 anni, testa tonda, barba brizzolata. Mi ha urlato qualcosa nella sua lingua, mi sembra albanese, ed è scappato tra i rovi».

Nel frattempo la moglie e il bimbo erano scesi in cucina svegliati dal trambusto. Il piccolo in lacrime, la mamma sotto choc. Sul posto i carabinieri per i rilievi che tra l’ultimo weekend (colpi in via del Fossetto e in via Cerro) e quello precedente hanno ricevuto almeno una dozzina di denunce di furto.

«È stata un’esperienza traumatica, la prima della mia vita di ritrovarmi i ladri in casa – conclude il proprietario – . In quel momento l’adrenalina ti sale e pensi a difendere la tua famiglia. Ti butti e speri in bene. Ma con il senno di poi pensi anche di poter ricevere coltellate o botte. Stiamo vivendo una situazione inverosimile. Mi domando se il Comune non può investire per garantire pattuglie di notte, anche private, come deterrente e rassicurare un minimo la popolazione. Siamo alla rassegnazione. In tanti neanche denunciano più».

Infine, da Colognora di Compito appello per ritrovare un’Opel Corsa rubata alle 4 del mattino. Si sfoga la mamma del derubato: «Sono saliti al primo piano dove stavamo dormendo, hanno fatto di tutto. Poi sono entrati in camera di mio figlio, hanno visto che dormiva e sono scappati: hanno trovato le chiavi della macchina e sono fuggiti con quella».l


 

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