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Sicurezza e incidenti

Lucca, la morte di Edoardo riaccende la rabbia sulla "strada killer". I residenti delusi

di Gianni Parrini
Lucca, la morte di Edoardo riaccende la rabbia sulla "strada killer". I residenti delusi<br type="_moz" />

I cittadini di San Lorenzo a Vaccoli: «Dopo ogni tragedia i soliti discorsi, ma non cambia mai nulla»

29 maggio 2024
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LUCCA. Angoscia, rabbia, sgomento e soprattutto la sensazione di essere abbandonati al proprio destino. Sono i sentimenti che provano i residenti di San Lorenzo a Vaccoli, la frazione a sud di Lucca lungo cui scorre la statale 12, che qui prende il nome di via Nuova per Pisa e che appunta conduce nella città della torre. Una strada su cui lunedì notte ha perso la vita Edoardo Salatini, 48enne lucchese, che in sella alla sua Yamaha si è scontrato con un furgoncino Opel che stava svoltando per entrare in via Arnolfini. È l’ennesima vittima di un’arteria che da tempo i residenti denunciano come particolarmente pericolosa.

Lo dicono i fatti: a poche centinaia di metri dal luogo del sinistro di lunedì, nel gennaio del 2022 perse la vita la 18enne Rebecca Cucchi mentre altri due giovani riportarono lesioni molto gravi. Oggi in quel punto c’è una lapide che ricorda la ragazza di Balbano. Sempre su questa strada nell’agosto del 2017 perse la vita un altro motociclista, Diego Da Porto, 48 anni. L’elenco potrebbe continuare come sa bene chi abita qui.

Le auto a tutta velocità

«È un dirizzone che unisce Santa Maria del Giudice a Lucca, su cui si innestano tante stradine – spiega Francesca Carli, del comitato di San Lorenzo a Vaccoli –. Le auto sfrecciano a cento all’ora incuranti del pericolo, tanto non ci sono mai controlli da parte delle forze dell’ordine. Sono 40 anni che abito qui e in tutto questo tempo non ho visto interventi per migliorare la sicurezza. In compenso, ho visto morire tante persone. Come Rebecca, che perse la vita in un incidente avvenuto proprio di fronte casa mia. Non ne possiamo più: ci siamo costituiti in comitato, abbiamo fatto una petizione ma niente è cambiato e ieri c’è stata l’ennesima tragedia. Chiediamo con forza al Comune un’intensificazione dei controlli per mezzo dei vigili urbani. Essendo statale la strada è gestita da Anas ma sappiamo che in talune circostanze è possibile che, su richiesta, la competenza venga passata al Comune e per questo chiediamo all’amministrazione di farsi avanti per poi operare degli interventi di messa in sicurezza».

Silvana Sechi, altra esponente del comitato, abita a San Lorenzo da tre anni. «L’ho scelta perché è una zona bella e tranquilla – dice – ma questa strada è un vero pericolo: da quando vivo qui ho smesso di andare in bicicletta, è troppo rischioso. Mi sembra che le caratteristiche della strada siano evidenti e tali da consentire al Comune di chiedere ad Anas il passaggio di gestione».

Le richieste alla politica

La politica, a tutti i livelli, non può far finta di niente o rimpallarsi responsabilità e competenze come invece sembra aver fatto finora: «Sono stato consigliere nella circoscrizione 9 dal 2002 al 2007 e niente è cambiato – spiega con amarezza Giovanni Del Bianco –. Dopo ogni incidente si fanno i soliti discorsi, ma poi zero interventi concreti. Hanno rifatto le strisce pedonali, ma è un palliativo: su una strada di questo tipo è un azzardo attraversare».

I cittadini chiedono dossi (che sulle statali non si possono mettere), attraversamenti pedonali protetti, controlli della velocità e magari delle rotatorie. «C’era un progetto per la realizzazione di una rotonda al bivio tra San Lorenzo a Vaccoli e la statale – dice Carli –. La giunta Tambellini se n’era fatta promotrice con Anas, ma non sappiamo che fine abbia fatto». Ad Anas tale progetto non risulta ma nel piano operativo quella rotatoria è prevista, sebbene la sua realizzazione non appaia imminente.

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