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Piana lucchese, bocciati i divieti ai caminetti

Piana lucchese, bocciati i divieti ai caminetti

Nello studio di Demopolis solo 3 intervistati su 10 approvano il provvedimento regionale. La ricerca mette al vertice delle preoccupazioni smog e dissesto idrogeologico

23 aprile 2024
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CAPANNORI. Dissesto idrogeologico, inquinamento dell’aria e dell’acqua del mare e dei fiumi sono le principali preoccupazioni ambientali indicate dalla maggioranza assoluta dei cittadini in provincia di Lucca. Ma anche la bocciature del divieto di accensione dei caminetti.

Sono alcuni dei risultati emersi dall’indagine realizzata dall’Istituto Demopolis per la Provincia, con il patrocinio della Fondazione Cassa di Risparmio, su un campione di oltre 1. 500 intervistati, rappresentativo della popolazione maggiorenne.

Sensibilità in crescita

Con una sensibilità sulle questioni ambientali ampiamente cresciuta negli ultimi 5 anni, ben oltre la media regionale, il 96% dei lucchesi dichiara di attuare regolarmente la differenziazione dei rifiuti, quasi 8 su 10 provano a ridurre i consumi energetici casalinghi; la maggioranza assoluta sceglie quando possibile prodotti alimentari locali e utilizza carta o altri prodotti riciclati. Si riduce ad un terzo la dimensione di quanti utilizzano mezzi di trasporto sostenibili.

«Secondo un’analisi comparativa sulla quotidianità sostenibile – ha spiegato il direttore di Demopolis Pietro Vento – l’indice di attenzione ambientale dei cittadini in provincia di Lucca, con il 65%, supera di 4 punti la media regionale toscana e di ben 13 punti il dato italiano del 52% rilevato da Demopolis a livello nazionale».

L’82% dei lucchesi dichiara di temere il cambiamento climatico in corso e il suo impatto sull’ambiente, citando in particolar modo le alluvioni e gli eventi climatici estremi.

I dati della ricerca sono stati presentati a Palazzo Ducale dal presidente della Provincia Luca Menesini, dal vice presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Raffaele Domenici e dal direttore di Demopolis Pietro Vento nel corso del convegno “C’è bisogno di te: la qualità dell’aria nella Piana di Lucca”.

Qualità dell’aria

Nei Comuni della Piana la preoccupazione dei cittadini legata allo smog e all’inquinamento dell’aria raggiunge il 75%, superando nettamente tutti gli altri timori ambientali. «Nella percezione dei residenti nella Piana – ha detto il direttore di Demopolis Vento – i principali indiziati dell’inquinamento dell’aria sono il traffico ed il trasporto su gomma, indicati dall’86%, e l’impatto dei distretti industriali, citato dal 54%. Solo una minoranza di poco più di un quarto dei cittadini attribuisce la responsabilità dell’inquinamento alle emissioni del riscaldamento da combustione».

I caminetti

Il 68% dei residenti concorda con le ordinanze comunali che – per il contrasto e la lotta all’inquinamento atmosferico – vietano gli abbruciamenti agricoli, non solo nel periodo estivo per il pericolo di incendi boschivi, ma anche durante l’autunno e l’inverno. L’83% degli intervistati conosce l’esistenza di un divieto di utilizzo del riscaldamento da combustione (generatori di calore alimentati a biomassa come i caminetti) fissato dalla Regione per alcuni Comuni della Piana dopo la sentenza Ue. Più complesse – rileva l’indagine Demopolis – risultano le dinamiche di accettazione del divieto: infatti, i “caminetti” – nei Comuni lucchesi della Piana – rivelano una natura non solo “materiale”, ma soprattutto simbolica, valoriale ed identitaria.

Appena 3 intervistati su 10 approvano il provvedimento della Regione. La maggioranza assoluta ritiene sbagliato il divieto di accensione dei “caminetti”, ai quali si può rinunciare – dicono i residenti – solo in presenza di adeguati incentivi economici alle famiglie che ne permettano la sostituzione. In questo quadro, nella percezione degli intervistati si potrebbe favorire la sostituzione di caminetti e sistemi di riscaldamento a combustione con impianti meno inquinanti in virtù di incentivi pubblici congrui, che siano davvero sufficienti a coprire la parte maggioritaria dei costi (71%) , ma anche a patto che sia garantita una necessaria semplificazione burocratica per le procedure (47%) . Esistono già dei contributi della Regione per incentivare la sostituzione dei sistemi di riscaldamento a combustione, ma nei Comuni lucchesi della Piana solo il 36% ne è informato.

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