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Lucca, estinguono un prestito al genero ma rivogliono i soldi quando lui lascia la figlia

di Pietro Barghigiani
Lucca, estinguono un prestito al genero ma rivogliono i soldi quando lui lascia la figlia

Ex suoceri contro l’uomo in Tribunale: il giudice respinge la richiesta

02 aprile 2024
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 LUCCA. Munifici al tempo del matrimonio, inflessibili quando il genero era diventato ex. Una parabola familiare che dai sentimenti di coppia era trascesa al solo e unico prosaico interesse per la pecunia. Non solo a parole e con lettere scritte dall’avvocato. I soldi dati dai suoceri al genero per estinguere un finanziamento si sono trasformati in una guerra legale combattuta davanti al giudice. Una questione di principio trasformata in azione giudiziaria tra attriti e rapporti avariati dopo la separazione tra la figlia della coppia dopo 13 anni di matrimonio e un artigiano, abile nei lavori di muratura, un mestiere che è entrato nel procedimento civile discusso davanti al giudice Giacomo Lucente.

La richiesta

La base di partenza è che i suoceri, da tempo ex, chiedevano indietro 15mila 200 euro da quello che era stato il marito della figlia. Era l’importo liquidato dai nonni materni per estinguere un prestito in capo all’allora genero e come regalo per la nascita della nipotina.

Sono persone facoltose e l’elenco dei beni immobili e i depositi sui conti correnti lo dimostrano al momento della successione del suocero. La causa viene portata avanti anche dopo la morte dell’anziano. Quella somma, se riferita al loro patrimonio, era un granello di sabbia in un deserto. Ma non andava giù a nessuno non riavere indietro i 15mila euro versati a favore dell’ormai ex genero.

Prestito o regalo?

Il tema di fondo ha riguardato la natura giuridica di quel pagamento. Prestito o donazione? Per i suoceri si era trattato di un prestito. Opposta la versione del beneficiario. Che, anzi, in corso di causa ha rivendicato un compenso per i lavori di edilizia effettuati nelle proprietà dei genitori della moglie. Nell’excursus tra versamenti, calcoli al centesimo nei rapporti familiari, quando l’armonia non era stata interrotta dalle rivendicazioni creditizie, il giudice ha chiarito che non di un prestito si trattava, ma di una regalìa. E che l’artigiano nulla deve dare.

L’ex moglie

Generica è stata la testimonianza dell’ex moglie: «I miei genitori hanno pagato la somma in questione per estinguere un finanziamento e consentire a me e mio marito di contrarre un mutuo per l’acquisto di una casa. Lui si impegnò con i miei genitori a restituire la somma». La firma dell’uomo sul documento con cui si impegnava a restituire i soldi è stata disconosciuta e i suoceri non hanno chiesto una perizia calligrafica.

I tempi

La prima richiesta di restituzione è stata presentata dopo quattro anni, il 25 ottobre 2021, dalla morte del suocero e dopo la separazione dei coniugi. Si legge nella sentenza che «emerge con chiarezza che i coniugi grazie alle loro cospicue risorse economiche (dichiarazione di successione, ndr) , erano soliti aiutare, gratuitamente e con varie modalità, la famiglia. Riconoscono che provvedevano ad estinguere, a titolo di “regalia”, anche il finanziamento della figlia; nonostante “i coniugi non versavano in stato di necessità economica… i genitori materni li avevano comunque aiutati, in primis fornendo una abitazione, prima la casa e poi una seconda, pagando anche le spese di ristrutturazione dei suddetti immobili”; quando i coniugi “decisero di trasferirsi e cercarono una abitazione da acquistare, dovettero estinguere i precedenti finanziamenti e, pertanto, intervennero ancora una volta i genitori; i nonni materni “hanno già contribuito al mantenimento della nipote, non solo nel caso di specie, ma anche in tante altre situazioni».

Solo un aiuto

La conclusione del giudice è che risulta verosimile, che anche il bonifico di 15. 200 euro sia stato effettivamente “un aiuto” fatto con intento di liberalità. Il genero «all’epoca aveva perso il lavoro e pertanto gli allora suoceri, per aiutarlo in quella fase di vita, provvidero ad estinguere il suo finanziamento». Finito il matrimonio si sono ricordati del sostegno economico con il senno di poi, a loro giudizio, mal riposto. Ma senza documenti che provassero un accordo tra le parti quei soldi non possono tornare indietro.




 

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