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Bientina, spari a un’auto in fuga. Il cellulare, l’inseguimento e le grida: «Stai fermo» – Le tappe del caos

di Andreas Quirici

	I carabinieri nella zona dell'episodio 
I carabinieri nella zona dell'episodio 

I militari sono intervenuti dopo la segnalazione di una donna che denunciava il tentativo di estorsione ai danni del figlio minorenne. Nella fuga, il ventenne ha travolto un carabiniere ed è stato poi raggiunto da un colpo alla spalla

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BIENTINA. Rapina, tentata estorsione, resistenza e violenza a pubblico ufficiale. È pesante la lista di accuse nei confronti del giovane di 20 anni di origini albanesi ricoverato all’ospedale di Empoli e guardato a vista dai carabinieri. Lui e un suo amico sono stati protagonisti di un episodio che ha scosso la comunità di Bientina, dove un carabiniere ha sparato vari colpi di pistola contro l’auto con cui cercava di scappare proprio il ferito che si trova al San Giuseppe.

Il telefonino e i «mille euro»

All’origine di tutto questo ci sarebbe un telefonino tolto con la forza a un minorenne di Buti al quale è stato chiesto il pagamento di mille euro per riaverlo. La madre del ragazzo ha avvisato i carabinieri che si sono messi alla ricerca del punto in cui sarebbe dovuto avvenire lo scambio. Ma una volta arrivati, hanno trovato il minorenne accerchiato dagli altri due. Quando i militari si sono qualificati, uno è scappato a piedi, mentre l’altro si è messo al volante ingranando la prima e schiacciando l’acceleratore. È in quel momento che uno dei due carabinieri è stato investito. Ma, subito dopo, sono stati esplosi i colpi di pistola a scopo intimidatorio contro la carrozzeria, finendo però per ferire alla spalla il ventenne.

Dove siamo

In via Roma a Bientina, sabato 20 dicembre, qualcosa è andato decisamente storto. E le conseguenze sarebbero potute essere anche peggiori. I dettagli sono ancora da chiarire. Di sicuro, però, tutto si è svolto in una strada dove non ci sono bar, ristoranti o discoteche. In quell’angolo a ridosso del centro c’è l’ufficio postale, oltre a numerose abitazioni di pregio in una zona del paese decisamente residenziale.

L’incontro

Alle 20 di sabato il silenzio era totale. Qui c’è stato l’incontro tra il proprietario del telefono e i due che glielo avevano portato via. Qui è dove uno dei carabinieri ha sparato frantumando i vetri della Renault Megane che domenica mattina, 21 dicembre, erano ancora a terra, insieme ai segni bianchi sull’asfalto fatti dai militari dell’Arma per indicare i rilievi. Un lavoro lungo durato tutta la notte, via Roma isolata dal resto del centro abitato praticamente fino all’alba.

«Stai fermo»

Sembravano petardi esplosi da ragazzi. Una donna ha raccontato di aver sentito una prima botta, poi altre in serie. E, una volta uscita si è trovata di fronte due ambulanze, un uomo ferito a una gamba (probabilmente il carabiniere investito dall’auto in fuga) e una donna che gridava chiedendo aiuto (forse la mamma del ragazzo al quale avevano sottratto il telefono). La persona dolorante all’arto inferiore è stata spostata e fatta sedere su una scatola di lamiera che contiene contatori dell’acqua proprio davanti alle poste. In generale un caos impossibile da decifrare nell’immediato. Qualcosa di più si è capito con l’audio registrato dalla telecamera installata sulla facciata dell’altra abitazione che si trova a ridosso dell’area segnata di bianco, ancora visibile la mattina dopo. Il vicino racconta che, prima dei colpi, si sono sentite frasi come «stai fermo, non muoverti altrimenti sparo».

All’inizio si pensava a un regolamento di conti fra bande dedite alla criminalità. Droga, soldi o altri ambiti di una sfera illegale di cui ormai è difficile gestirne i confini. Ma la verità è emersa stamattina, quando è stato appurato che a sparare è stato uno dei carabinieri presenti in quei maledetti momenti in via Roma a Bientina. Quello, però, è stato solo l’inizio della storia che dovrà comunque essere ancora scritta. Il giovane scappato a piedi sarà oggetto di ricerche.

I soccorsi e l’intervento

L’altro fuggito in auto e ferito è stato arrestato dopo che lui stesso ha chiamato il 118 chiedendo aiuto. Dalla centrale lo hanno guidato alla zona industriale di Capanne, nel comune di Montopoli, vicino alla Pubblica assistenza, il cui personale, insieme a quello dell’ambulanza infermieristica, lo ha soccorso portandolo poi in ospedale. I carabinieri nel frattempo lo hanno raggiunto, sequestrando l’auto e inviando la scientifica per rilevare i colpi finiti sulla Mégane, su cui ci sarebbero due fori sul vetro anteriore e uno sulla portiera di sinistra. Mentre il lunotto posteriore è andato in frantumi. 

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