Il Tirreno

Lucca

I profili

Lucca, dentro al film di Dustin Hoffman un esercito di lucchesi: da Ivano a Cristina, ecco chi lavora con il premio oscar – Video

di Gianni Parrini
Le comparse che attendono di entrare in scena per le riprese del film (foto Sernacchioli)
Le comparse che attendono di entrare in scena per le riprese del film (foto Sernacchioli)

Lunedì 25 marzo in via Beccheria il primo ciak per il nuovo lavoro cinematografico del regista Peter Greenaway. Non ci sono solo le star, sul set e tutto intorno tante persone locali

26 marzo 2024
4 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Giovani, carini e molto occupati. Parafrasando il titolo di un film anni Novanta, questo è il ritratto dei lucchesi che fanno il cinema. Non ci sono solo sono i premi Oscar Dustin Hoffman ed Helen Hunt, la stella sempre più splendete di Sofia Boutella e il magnetico (per gli sguardi delle signore) Giacomo Gianniotti. Sul set e tutto intorno ci sono loro, i “lucchesi”: comparse, membri della troupe o della produzione, runner, assistenti. Una “vena” locale che a vari livelli e con compiti più o meno importanti, attraversa “Tower stories, ultima fatica di Peter Greenaway, di cui nella mattina di lunedì 25 marzo c’è stato il primo ciak in via Beccheria.

La storia di Ivano 

Lucca sarà protagonista non solo sulla pellicola, come una sorta di paesaggio-attore capace di sollecitare riflessioni sulla vita e sulla morte nel protagonista, l’anziano professore americano interpretato da Dustin Hoffman, ma anche intorno alla macchina da presa. Un nome su tutti è quello di Ivano Fucci, classe 1985, l’uomo – o il ragazzo, vista l’età – che ha portato Bollywood in Italia. Laureatosi in “Scienze del turismo” con Campus, nel 2007 è partito per l’India con lo scopo di conoscere un altro Paese e imparare l’inglese. Lì ha saputo ritagliarsi uno spazio fino a diventare vice direttore dell’Agenzia nazionale del Turismo di Mumbai e consulente per il mercato indiano di Toscana Promozione. Poi il salto nel cinema come cofondatore della società “Occhi di Ulisse”, azienda che si occupa di produzioni cinematografiche asiatiche in Italia. Non è poca cosa considerando che l’industria cinematografica indiana è la più grande del mondo in termini di numero di film prodotti ogni anno. Fucci è anche l’uomo che ha rianimato “Tower stories”: dopo i rinvii di fine anno, la sorte del progetto sembrava appesa a un filo a causa dell’aumento dei costi di produzione. In quella fase sono cambiate alcune figure di raccordo e lui è stato tirato dentro con il ruolo di executive producer. Da quel momento in poi la truppa dei lucchesi coinvolti è cresciuta.

Il lavoro di Umberto e l’assistenza

«Sono un lavoratore del cinema lucchese trasferitosi a Roma – racconta Umberto Auricchio, 27 anni, originario di Antraccoli –. Sono stato chiamato da Ivano per occuparmi della logistica, un aspetto per il quale era necessario assumere un “local”. Il cinema di solito si muove con mezzi molto grandi ma in una città come Lucca non era possibile, per cui abbiamo dovuto spacchettare le strumentazioni e ridistribuirle su camion molto più piccoli. Non è il primo set importante: in passato avevano già lavorato con Alfonso Cuaron Gli attori? Per fortuna io mi occupo di logistica». Non può dire altrettanto Cristina Puccinelli, lucchese doc, a cui è stato affidato il compito di assistere l’attrice premio Oscar Helen Hunt.

C’è anche Federico

Non finisce qui: «Io mi occupo della scenografia – racconta Federico Pia, 28 anni, assistente coordinatore del reparto scenografia –. Il mio compito è coordinare tutte le figure afferenti a questo settore: abbiamo costruttori e pittori dall’Olanda, gli attrezzisti e molto altro. È un ruolo impegnativo perché c’è tanta scenografia, molte scene sono costruite come fossero dei quadri e ogni dettaglio è studiato e selezionato con cura preparazione. Lavorare a un film di questa portata nella città in cui si è cresciuti è un sogno».

La calcolatrice Danilo e le comparse
C’è anche chi si occupa dei conti: «Posso raccontare poco sulla trama – aggiunge Danilo Fucci, 30 anni, fratello di Ivano –. Io mi occupo della contabilità. La produzione è stata molto tumultuosa ma mio fratello è stato bravo a cogliere questa opportunità e a dare un contributo per rimettere in piedi il progetto che finalmente è partito». 

Ci sono dei lucchesi anche davanti alla macchina da presa, sebbene solo nel ruolo di comparse: «È dalle 7 che siamo sul set – racconta Stefania Ietto, lucchese, libera professionista nel mondo dell’edilizia – Sono una semplice passante per la scena in via Beccheria con Dustin Hoffman ed Helen Hunt. Emozione? Certo, non è banale lavorare sul set con attori di questo calibro. Mi piace il cinema e quando ho saputo che cercavano delle comparse mi sono presentata».



 

Primo piano
L’addio

Morte di Mattia Giani, chiesa gremita per l'ultimo saluto al calciatore. La fidanzata: «Sarai sempre la metà del mio cuore»