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Lucca, Marcorè e il dovere della memoria:«L’orrore contro gli ebrei non va dimenticato»

di Luca Dini
Lucca, Marcorè e il dovere della memoria:«L’orrore contro gli ebrei non va dimenticato»

L’attore spiega la scelta di interpretare il docu-film “L’orizzonte chiuso”

27 novembre 2023
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CASTIGLIONE. La Garfagnana lo ha accolto come uno di casa e Neri Marcorè è sicuro che tornerà ancora in queste terre.

Per l’attore marchigiano, era la seconda volta in Garfagnana dopo la partecipazione al Festival Mont’Alfonso sotto le Stelle a Castelnuovo nel 2020 nelle vesti di cantante a confermare la sua poliedricità che lo ha portato a lavorare nel cinema come nel teatro e in televisione spaziando da programmi tv a serie e film anche nelle vesti di regista. Stavolta, a Castiglione, Marcorè ha girato come attore protagonista del docu-film prodotto da Rai Fiction e Alfea cinematografica, di prossima uscita, ispirato al saggio di Oscar Guidi, Silvia Angelini e Paola Lemmi, “L’orizzonte chiuso – L’internamento ebraico a Castelnuovo di Garfagnana 1941-1943”, uscito nel 2002 per Maria Pacini Fazzi Editore.

La docufiction racconta la vicenda poco nota di un gruppo di circa 70 ebrei definiti stranieri dal regime fascista, che tra il 1941 e il 1943 furono costretti a vivere in “internamento libero”, ossia domicilio coatto, a Castelnuovo di Garfagnana. I due anni di convivenza forzata consentirono, nonostante i divieti, lo svilupparsi di rapporti di vario tipo fra il gruppo degli ebrei internati e la comunità locale, a volte di conflitti e incomprensioni, ma soprattutto di reciproco aiuto e solidarietà. Ma gli orrori della Seconda Guerra Mondiale finiranno per sconvolgere anche questa realtà.

«Ho accettato di far parte di questa produzione perché mi ha colpito la storia di questo pediatra polacco che aveva scelto di vivere in Italia subendo poi la sorte toccata a tanti ebrei – spiega Marcorè – è importante raccontare questa storia in questo momento storico particolare e oltre a questo, bisogna tener viva la memoria perché altrimenti col passare degli anni si rischia che questo orrore, forse il peggiore mai consumato dall’umanità, venga confutato e messo in dubbio. Quando poi non avremo più testimoni viventi, resteranno spero tanti film e raccolte di testimonianze. In questo braccio di ferro storico, mi piaceva dare la mia mano dalla parte della verità e della storia. Produzione e regia hanno fatto il resto per convincermi».

La regia della docufiction è di Luca Brignone, la sceneggiatura è di Mario Cristiani, Cosetta Lagani e Stefano Nannipieri. Produttrice creativa Cosetta Lagani, produttrice esecutiva Stefania Balduini.

«Avevo anche piacere di tornare in Garfagnana, ricordo ancora la fredda notte in Fortezza dopo un primo rinvio per pioggia in pieno agosto – sorride Marcorè – queste terre montane mantengono valori importanti che altrove si perdono e mi sono sentito coccolato in ogni momento della mia partecipazione a questo film». E Castiglione, dove è stata girata gran parte delle scene, ringrazia l’attore e la produzione. «E anche i cittadini residenti nel centro storico di Castiglione per i quali non sarà stato facile abitare all’interno delle mura in un set blindato – dice il sindaco Daniele Gaspari – sicuramente ci sono stati alcuni disagi, ma credo tutti compresi e che saranno ripagati quando vedremo il borgo in televisione. La produzione e gli attori sono stati fantastici, abbiamo conosciuto il dietro le quinte di un film e loro si sono calati nella nostra realtà con grande rispetto e attenzione»l

 

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