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Liste d’attesa a Lucca, l’Asl tenta il “taglio” in tre mosse

di Gianni Parrini
Liste d’attesa a Lucca, l’Asl tenta il “taglio” in tre mosse

Soldi per prestazioni aggiuntive, giro di vite sulle prescrizioni e una super coordinatrice

16 maggio 2023
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LUCCA. Liste d’attesa, l’Asl tenta lo scacco in tre mosse: soldi per prestazione aggiuntive; una commissione che vigila sull’appropriatezza delle prescrizioni di visite ed esami da parte dei medici; infine una super coordinatrice, che ha il compito di trovare posto a chi non riesce a prendere un appuntamento nei tempi. Ma andiamo con ordine.

Prestazione aggiuntive

Nei giorni scorsi l’Asl nord ovest ha dato il via libera all’attività oraria aggiuntiva del personale medico e del comparto (infermieri e tecnici) per prestazioni specialistiche ambulatoriali: visite, diagnostica e screening per le colonscopie. Il provvedimento copre un arco di tempo che va da maggio a fine anno e mette sul piatto risorse pari a più di due milioni di euro per l’espletamento di questa attività aggiuntiva. Alle zone di Lucca e della Valle del Serchio sono stati destinati 343.520, pari a 108 ore settimanali in più da dividersi tra medici (56), infermieri (29) e tecnici (23). Queste ore “straordinarie” verranno impiegate per effettuare visite ginecologiche ed ecografie (10 ore a settimana), visite neurologiche (16), elettromiografie (16), eco color doppler (22), Tac (36), ecografie (8). Di queste 108 ore 66 sono dedicate alla zona di Lucca, 42 alla Valle. A ciò si aggiungono 360 colonscopie che l’azienda conta di far svolgere su tutto il territorio da luglio a dicembre per l’attività di screening della popolazione.

A spiegare come sono state scelte le prestazioni sui cui mettere questi fondi è la dottoressa Giulia Salvadorini, direttrice della programmazione e del coordinamento della produzione dell’Asl nord ovest. «La delibera dell’Asl fa seguito alla 349 del 3 aprile della Regione, con cui era stato dato il via libera a una serie di misure per ridurre le liste d’attesa. Le aziende sanitarie sono state autorizzate a spendere altro budget per presentazioni sia chirurgiche che ambulatoriali aggiuntive. La scelta delle prestazioni è stata fatta in base a tre criteri: in primo luogo i risultati del sistema di monitoraggio delle liste d’attesa a inizio 2023, utili a capire dove eravamo più in ritardo. In secondo ordine è stato valutato l’“indice di cattura”, ovvero il rapporto tra le prescrizioni effettuate e il numero di utenti che riescono a prenotare un appuntamento. Infine, si è tenuto conto della disponibilità del personale medico e del comparto a svolgere queste ore in più». Tale attività, sommata alle prestazioni aggiuntive richieste al privato accreditato, aumenta notevolmente il volume di fuoco. Ma non finisce qui.

La “risolvi problemi”

La dottoressa Salvadorini è anche una sorta di “mister Wolf” delle liste d’attesa, ovvero è il medico igienista che l’Asl ha individuato (al momento in qualità di facente funzione), per monitorare il sistema e risolvere i problemi. Nello specifico ha il compito di trovare le prestazioni richieste alle persone che chiamando il Cup non ottengono un appuntamento nei tempi previsti. «Per ora – spiega – il servizio riguarda solo i pazienti con priorità “B” (massimo dieci giorni di attesa) che non riescono a prenotare una visita ortopedica, oculistica o cardiologica. Abbiamo una cinquantina di casi a settimana. I nominativi vengono inseriti in una lista. A quel punto andiamo a vedere dove le agende non sono completamente occupate e chiediamo uno sforzo ulteriore ai professionisti di quel settore. I soldi per le prestazioni aggiuntive servono anche a questo. Una volta trovato l’appuntamento richiamiamo l’utente e gli forniamo la disponibilità all’interno del cosiddetto “ambito di garanzia”, quindi non troppo lontano da dove vive. Come sta andando? Siamo partiti il 27 marzo, è presto per dirlo. A giorni avremo i risultati del monitoraggio ma l’impressione è che stia funzionando. Presto il sistema verrà esteso altre prestazioni».

Prescrizioni, giro di vite

 C’è un altro fronte su cui si sta lavorando per cercare di tagliare le liste d’attesa, ovvero governare la domanda di prestazioni. «All’inizio di quest’anno – spiega la dottoressa Salvadorini – abbiamo registrato un aumento attorno al 15% delle richieste di visite ed esami. Il fenomeno va gestito: non basta aumentare l’offerta se la domanda cresce a questi ritmi. Per questo, a breve la Regione farà una nuova delibera sull’appropriatezza prescrittiva». In pratica si daranno ai medici, in particolare a quelli di famiglia, linee guida più stringenti per la prescrizione di esami e visite ai pazienti. E chi non le rispetta verrà richiamato (ma non sanzionato). Intanto è già stata creata a livello zonale una commissione per l’appropriatezza prescrittiva. Nella zona di Lucca è formata dai dottori Amedeo Baldi (direttore di Attività Sanitarie di Comunità); Luca Lavazza (direttore del San Luca); Giovanni Brunelleschi (dirigente Area medica); Andrea Dinelli e Alessandro Squillace (medici di famiglia); Andrea Camilli (farmacista istruttore); Lorenzo Bertoli (amministrativo).

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