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Lucca

Scontri tra tifosi dopo Lucchese-Reggiana altri dieci Daspo per gli ultrà coinvolti

La conferenza stampa in cui vennero mostrati gli oggetti contundenti sequestrati, a destra un fotogramma dei momenti concitati della rissa
La conferenza stampa in cui vennero mostrati gli oggetti contundenti sequestrati, a destra un fotogramma dei momenti concitati della rissa

Identificati grazie ai filmati delle telecamere di sorveglianza: quattro sono della Pantera, sei della squadra emiliana

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LUCCA. Scontri tra tifosi dopo Lucchese-Reggiana: comminati altri dieci Daspo.

La polizia ha denunciato altri dieci tifosi per gli scontri dell’11 marzo al termine dell'incontro di calcio di serie C tra Lucchese e Reggiana. Alle 23 circa, mentre la tifoseria ospite veniva “scortata” dallo stadio al casello autostradale Lucca Est, percorrendo i viali di circonvallazione, all’altezza del bar-ristorante-albergo “Celide”, alcuni mezzi con a bordo i tifosi della Reggiana hanno interrotto improvvisamente la loro marcia e dai veicoli sono scesi numerosi ultras ospiti, che si sono diretti, alcuni a passo veloce altri di corsa, in direzione di via Antonio Cantore, per fronteggiare la tifoseria della Lucchese, ritrovatasi al pub “Ottavo Nano”. Alcuni supporter indossavano passamontagna, mascherine, cappucci e brandivano aste rigide, tipo tubi da idraulico.

Prima c’è stato un lancio reciproco di bottiglie, fumogeni e petardi, poi i due gruppi di ultrà sono entrati in contatto e si è scatenato il finimondo in mezzo al traffico: calci, pugni, bastonate. Qualcuno si è perfino sfilato la cintura dei pantaloni e l’ha usata come arma contundente.

Le successive indagini della Digos, in collaborazione con l’omologo ufficio di Reggio Emilia, hanno permesso di identificare (oltre al tifoso arrestato e quello denunciato subito dopo la partita) altri dieci ultras, di cui quattro lucchesi e sei reggiani, di età compresa tra i 27 e i 50 anni. Tutti sono stati indagati per rissa aggravata in concorso e per possesso e lancio di materiale pericoloso, petardi e fumogeni. Decisive sono state le immagini estrapolate dai filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti in zona, che hanno immortalato i circa sei minuti dello scontro. Nell’occasione rimasero feriti anche un commissario e un agente della Digos (prognosi di 15 e 30 giorni) oltre a un tifoso della Reggiana poi operato all’ospedale Cisanello di Pisa.

Nelle ore immediatamente successive agli scontri gli agenti di polizia avevano fermarono Eugenio Santelli, 39 anni, capo ultras della Lucchese ed ex candidato al consiglio comunale di Lucca e Capannori con Casapound. Il 4 aprile nell’udienza direttissima Santelli ha patteggiato sei mesi con il beneficio della sospensione. Oltre alla condanna penale di primo grado anche una multa da 900 euro e la conferma della misura del Daspo – il provvedimento di natura amministrativa emesso dal questore Alessandra Faranda Cordella prevede otto anni di divieto di accesso alle manifestazioni sportive – e l’obbligo di firma alla polizia durante gli incontri sportivi mentre è caduto quello dell’obbligo di firma quotidiano in questura.

Un altro tifoso, stavolta della Reggiana, che aveva perso il telefono durante gli scontri era stato identificato, denunciato e colpito da Daspo, nei giorni successivi al fatto. Con i dieci provvedimenti emanati ieri in totale sono 12 i tifosi colpiti da Daspo. Ecco il dettaglio: tra cinque tifosi rossoneri tre hanno preso otto anni di Daspo con obbligo di presentazione in questura; uno ha preso tre anni e uno due. Tra i sette della Reggiana, quattro hanno preso tre anni con obbligo di presentazione, uno ha preso cinque anni e due hanno preso tre anni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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