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cronaca

La Sala della Musica fra misteri e splendori

Uno degli spazi più belli di Palazzo Mansi raccontati da uno dei componenti dello staff di addetti della struttura museale


16 maggio 2020


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Ieri un componente dello staff dei Musei nazionali di Lucca, per l'iniziativa #laculturanonsiferma ha raccontato uno degli ambienti più spettacolari di Palazzo Mansi, la Sala della Musica, realizzata a fine Seicento. «La facciata sobria di Palazzo Mansi nasconde un interno sfarzoso, il cui ambiente più imponente è la Sala della musica: in essa si concentrarono gli sforzi dei committenti, Ottavio e Carlo Mansi, e del progettista, l’architetto Raffaele Mazzanti», spiega.

Un ambiente molto vasto, «a cui gli ospiti accedevano direttamente dallo scalone monumentale interno, accolti dalla musica suonata dall’orchestra alloggiata nella balconata lignea. Le pareti e il soffitto sono ricoperti dagli affreschi realizzati da due artisti bolognesi, Marco Antonio Chiarini e Gian Gioseffo Dal Sole. Il primo realizzò le finte architetture e le mirabolanti prospettive, mentre il secondo si occupò delle figure: il risultato è una superficie affrescata di enormi dimensioni che riesce a meravigliare». La parete a destra invece «racconta l’episodio del Giudizio di Paride e la parete a sinistra la Fuga di Enea da Troia. La volta del soffitto illustra l’Apoteosi di Ercole, che è invitato al convito degli Dei dell’Olimpo. Camminare all’interno di questa sala significa percepire l’identico stupore che conquistava gli ospiti della famiglia, lasciandosi ingannare con piacere dagli effetti prospettici degli affreschi, ammirando i colori sgargianti delle figure e contemplando scene che appartengono alla mitologia greca e alla letteratura latina. Palazzo Mansi racconta la storia di una famiglia e di una città. E lo fa con stupore e diletto, temi molti cari alla cultura barocca di cui la Sala della musica è un manifesto». —

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