Dodici oleandri per ricordare i Martiri Lunatesi
I vecchi alberi sono stati espiantati per fare posto a piante giovani. L’intervento porterà anche più decoro alla strada
CAPANNORI. Un’operazione di messa in sicurezza ma anche un ricordo dei martiri uccisi dall’orrore nazista. È quanto farà il Comune in via Martiri Lunatesi a Capannori dove da sabato non sono più presenti i vecchi oleandri, che erano lì da tanto tempo e facevano parte del paesaggio della strada che collega la rotonda al municipio e fino alla piscina. Al loro posto saranno piantati 12 lecci come il numero dei martiri lunatesi arrestati e trucidati dai nazisti nel 1944. Ad annunciare l'intervento è stato l'assessore ai lavori pubblici Davide Del Carlo.
«Abbiamo tolto gli oleandri e al loro posto pianteremo 12 lecci come il numero dei martiri lunatesi, per ricordare loro e questa drammatica pagina nella storia di Lunata e di tutto il territorio, ma anche per dare più decoro a questa strada». Settantacinque anni fa, il 16 agosto 1944, alcuni cittadini di Lunata organizzatori di un gruppo di resistenza, fra cui il parroco don Angelo Unti e il vice parroco don Giorgio Bigongiari, furono arrestati dai nazisti e poi uccisi. . Quella mattina i soldati tedeschi arrestarono anche altri giovani nove paesani. I lunatesi furono condotti a Nozzano Castello e rinchiusi nella scuola elementare, trasformata in carcere dagli uomini della 16° Divisione Reichsführer-SS, responsabile quattro giorni prima della strage di Sant'Anna di Stazzema. I lunatesi furono sottoposti a interrogatori e torture; il 29 agosto dieci di loro furono fucilati a Filettole, mentre altri furono trasferiti a Lucca e poi nel carcere del Castello Malaspina a Massa, dove il 10 settembre, durante la strage delle Fosse del Frigido fu ucciso don Giorgio Bigongiari. Solo tre dei lunatesi rastrellati riuscirono a salvarsi. In memoria dei “Martiri Lunatesi” sul piazzale della chiesa a Lunata si trova un monumento con l’epigrafe “Vittime dell’odio, essi invocano amore. Travolti dal turbine della guerra, essi chiedono pace”.
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