Ci lascia un mito
Capannori, gas nell’acqua: divieto uso potabile per due famiglie
I nuclei si trovano a Santa Margherita, previsto l’utilizzo di un’autobotte
CAPANNORI. In seguito alle analisi effettuate da Arpat, dalle quali è emerso che nei pozzi di due famiglie confinanti residenti in via della Madonnina a Santa Margherita, limitrofe alla zona di Antraccoli (già colpita dal divieto di usare l’acqua, ndr), è stata rilevata la presenza di tetraidrotiofene (Tht) sostanza comunemente utiizzata quale odorizzante del gas metano e secondo le prescrizioni giunte dalla Usl Toscana Nord Ovest, il Comune di Capannori ha emesso un’ordinanza contingibile e urgente di divieto di utilizzo delle acque di falda emunte dai pozzi privati delle due famiglie. In via cautelativa l’acqua non può essere utilizzata per fini potabili, alimentari e di igiene personale. A richiedere le analisi ad Arpat e all’azienda Usl di valutare i risvolti igienico-sanitari connessi alla vicenda è stato lo stesso Comune di Capannori dopo che le due famigle avevano segnalato al Comune la percezione di odore di gas proveniente dall’acqua. Le due famiglie di Santa Margherita, secondo un accordo tra Comune di Capannori e Comune di Lucca potranno approvvigionarsi di acqua all’autobotte messa a disposizione per la stessa problematica dal Comune di Lucca per le famiglie di Antraccoli. Poichè una delle due famiglie è composta da una persona anziana sola, in caso di necessità, il Comune di Capannori è pronto ad attivare un servizio di protezione civile per consegnarle l’acqua a domicilio.
